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Wikimuseums 2016 – Musei e comunità pensanti: l’approccio Wiki

L’appuntamento con Wikimuseums 2016 si avvicina. Il 5 e 6 maggio 2016 il Museo Pignatelli di Napoli ospiterà due giornate di incontri dedicati alla sfida della partecipazione digitale per il patrimonio culturale delle nostre città, che coinvolgeranno operatori dei musei e creativi, cittadini napoletani e professionisti, italiani e stranieri.

Wikimedia Italia parteciperà all’evento con un workshop il 6 maggio 2016, dalle 14:30 alle 18:30: un momento di formazione a numero chiuso dedicato a operatori e professionisti dei musei e del patrimonio culturale, per approfondire l’uso di uno degli strumenti di divulgazione più diffusi al mondo, Wikipedia.

Nell’attesa, sul blog del sito bamstrategieculturali.com è stata pubblicata un’intervista a Saverio Giulio Malatesta, coordinatore Wikimedia in Campania, e a Claudio Forziati, coordinatore area biblioteche di Wikimedia in regione, che riportiamo di seguito:

Wikimuseums nasce con l’obiettivo di raccontare e sperimentare casi e metodi per aprire i nostri musei e le nostre istituzioni culturali verso una forma più partecipata, inclusiva, informata, giocosa e innovativa di divulgazione. Per muoverci in questa direzione, il nostro primo alleato non poteva che essere Wikimedia Italia.

Nonostante i tanti impegni (su tutti la preparazione di Wikimania, il raduno mondiale di Wikipedia che per la prima volta nel giugno 2016 sbarcherà in Italia occupando per una settimana un intero paesino sulle Alpi lombarde), Wikimedia ci ha dato il suo supporto. Così ora abbiamo la fortuna di lavorare insieme ad alcuni valorosi wikipediani, che ci affiancheranno in tutto il percorso e soprattutto nel Workshop di venerdì 6 maggio, in cui professionisti e operatori dei musei italiani potranno cimentarsi in prima persona nell’editing di voci Wikipedia, a partire dalla collezione del Museo Pignatelli.

Per iniziare a capire cosa ci aspetta abbiamo fatto qualche domanda a Saverio Giulio Malatesta, coordinatore Wikimedia in Campania, e a Claudio Forziati, coordinatore area biblioteche di Wikimedia in regione.

D: Iniziamo da una parola chiave: GLAM. Cos’è?

R: GLAM è un progetto di Wikipedia dedicato a migliorare i contenuti dell’enciclopedia relativi al settore culturale. In concreto, si tratta di un gruppo di creatori di voci di Wikipedia che discute su come gestire le pagine relative a Gallerie, Biblioteche, Archivi e Musei (da qui, in inglese, GLAM). Ad esempio ci si confronta su cosa devono comprendere le voci e in che ordine devono essere esposte le informazioni. L’obiettivo è consentire un accesso quanto più ampio, libero e gratuito possibile ai patrimoni conservati dagli enti culturali: per fare questo si cerca la collaborazione e il coinvolgimento dei professionisti del settore.

D: Mi fate qualche esempio di azione possibile?

R: Grazie agli strumenti wiki, che consentono di produrre e condividere contenuti in maniera collaborativa, le possibilità sono moltissime. Si possono creare voci nei settori di competenza su Wikipedia, oppure rendere accessibili le collezioni tramite immagini ad alta risoluzione, grazie a Wikimedia Commons. Allo stesso tempo si possono condividere e rendere riusabili i dati tramite Wikidata. Tutti modi per valorizzare il ruolo divulgativo delle istituzioni e far sì che la loro attività di ricerca raggiunga un pubblico più ampio.

D: Se sono un operatore museale, da dove posso cominciare?

R: Puoi iniziare cercando le informazioni sul progetto GLAM e in particolare quelle relative alle collaborazioni con i musei. E puoi prendere ispirazione dalle pratiche adottate da musei di tutto il mondo: il British Museum, il Museo Picasso, oppure, per restare in Italia, le collaborazioni con il MART di Trento e Rovereto e il Museo Leonardo da Vinci di Milano. Quest’ultimo si avvale di una figura esperta, il Wikipediano in residenza, che forma gli operatori e facilita il loro contributo, aiutandoli a creare i contenuti e a selezionare i materiali, sia quelli in pubblico dominio sia quelli per i quali è necessario richiedere agli enti il rilascio con licenze che ne consentano la massima diffusione e possibilità di riuso.

D: E per il pubblico, invece, cosa cambia?

R: Crediamo che l’apertura e la condivisione dei dati inneschino un processo virtuoso sia nel fare che nel fruire cultura. Poter accedere liberamente ai contenuti di un archivio, visualizzare i quadri esposti in una galleria, consultare i testi di una biblioteca, esplorare le collezioni di un museo: sono gli elementi base per un coinvolgimento in prima persona del visitatore curioso, libero di muoversi liberamente all’interno di un’offerta culturale. Per un ricercatore rappresentano anche una nuova possibilità di contatto con i curatori; per uno studente, una nuova chiave di lettura e un mezzo di scoperta. La libera condivisione e fruizione culturale, in un gioco di sponda tra istituzioni culturali, enti di formazione e cittadinanza, comporta la responsabilizzazione nei confronti del patrimonio: un individuo, visitatore o cittadino, interiorizza parte di una storia più grande e diviene membro effettivo di una comunità consapevole.

D: Un esempio di questa comunità consapevole?

R: Wiki Loves Monuments! Un’iniziativa nata nel 2010 nei Paesi Bassi come mezzo di sensibilizzazione verso le licenze libere e i progetti wiki, attraverso lo scatto di fotografie e il loro successivo caricamento in Wikimedia Commons, che è poi letteralmente esplosa, vedendo ogni settembre la partecipazione di migliaia di persone. Nell’ultima edizione hanno partecipato circa 40 nazioni nel mondo: in Italia si è assistito a un grandioso sforzo collettivo dal basso, che ha visto prima la diffidenza delle istituzioni – a causa di alcune restrizioni legislative sulla libertà di panorama, e non solo – quindi una sempre maggiore collaborazione e apertura. È diventato sempre più chiaro che l’iniziativa costituiva uno strumento potente di di coinvolgimento della cittadinanza: un momento collettivo di sensibilizzazione e attenzione verso il patrimonio culturale e ambientale.

Per chi vuole saperne di più l’appuntamento è a Wikimuseums, il 5 e 6 maggio a Napoli; e per i musei che vogliono iniziare a mettersi in gioco, le iscrizioni al Workshop sono aperte fino a mercoledì 20 aprile!

1 Comment

  1. Mattia Begali ha detto:

    Bello!