
Con l’inizio dell’estate, l’attenzione dei lettori e delle lettrici dell’enciclopedia libera si è concentrata soprattutto sullo sport, trainata dall’edizione 2026 del Campionato mondiale di calcio, che domina la classifica e porta con sé numerose voci collegate. Con il contributo dei volontari Oltrepier e Paul Gascoigne, abbiamo raccolto e commentato le dieci voci più lette su Wikipedia in italiano tra il 1° e il 30 giugno 2026.
La ventitreesima edizione della Coppa del Mondo, disputatasi dall’11 giugno fino allo scorso 19 luglio, ha segnato diverse prime volte nella storia della competizione. La prima ad essere ospitata da tre nazioni diverse, Messico, Stati Uniti d’America e Canada, con quest’ultima alla sua prima edizione da organizzatrice; la prima ad avere 48 squadre partecipanti, anziché 32; il primo mondiale in assoluto per quattro nazionali (Uzbekistan, Giordania, Capo Verde e Curaçao) e, infine, il primo torneo per tanti giocatori che, fino ad alcuni anni fa, nemmeno avrebbero pensato di rappresentare le loro nazionali attuali. La competizione è stata infine vinta dalla Spagna, che ha superato per 1-0 in finale l’Argentina dopo i tempi supplementari, guadagnando così il proprio secondo titolo iridato, dopo quello del 2010.
In occasione dell’ultimo capitolo in ordine di tempo della rassegna iridata (#1), è probabile che molte persone abbiano deciso di rivisitare la storia della competizione, a cui purtroppo la nazionale italiana manca da tre edizioni consecutive. Sarà il 2030 l’anno giusto per rivedere gli Azzurri, ora guidati nuovamente da Roberto Mancini, sui campi del torneo calcistico più importante e che tante gioie, così come delusioni, ci ha regalato in passato?
L’allargamento della Coppa del Mondo a 48 squadre (#1) ha inoltre contribuito ad accendere i riflettori su nazionali e Paesi meno conosciuti dal grande pubblico: di questi, è stata Curaçao a catturare maggiormente l’attenzione degli utenti italiani. La piccola isola caraibica fa parte del Regno dei Paesi Bassi e, con poco meno di 156.000 abitanti, è diventata la nazione più piccola mai qualificatasi ai Mondiali di calcio. Dopo la pesante sconfitta all’esordio contro la Germania, la formazione caraibica è riuscita a conquistare uno storico punto nella fase a gironi del Mondiale, grazie al pareggio contro l’Ecuador, riuscendo così ad uscire a testa alta dal torneo nonostante l’eliminazione al primo turno.
Lo Zar del calcio italiano è mancato lo scorso 19 giugno, a 58 anni, per i postumi di un tumore al colon con metastasi vertebrali che gli era stato diagnosticato un anno fa. Nato a Rimini nel 1967, Protti esordì fra i professionisti con la squadra della sua città, per poi proseguire una carriera durata più di vent’anni. Pur non avendo mai giocato nelle squadre italiane più blasonate (escluse Lazio e Napoli), né in nazionale, Protti è stato un’icona del calcio “di provincia”, stabilendo un legame profondo soprattutto con i tifosi di Messina, Bari e Livorno, per cui ha anche lavorato come dirigente sportivo, e diventando anche cittadino onorario degli ultimi due comuni. Autore di più di 250 reti in carriera, è stato l’unico giocatore, insieme a Dario Hübner, a vincere la classifica dei marcatori in Serie A (con la maglia del Bari), in Serie B e in Serie C1 (in entrambi i casi, con il Livorno), nonché l’unico nella storia a laurearsi capocannoniere della massima serie giocando per una squadra, sempre il Bari, poi retrocessa al termine della stessa stagione.
L’ex generale dell’Esercito ha più volte rubato la scena negli anni per gesti e pensieri molto controversi, a partire da quelli contenuti nel libro Il mondo al contrario. Ora, però, la sua popolarità si deve soprattutto alla fase di forte crescita dei consensi del suo partito, Futuro Nazionale, di cui è stata organizzata la prima assemblea costituente lo scorso 13 giugno a Roma. Nelle stesse ore, le strade della capitale sono state percorse da manifestazioni e contro-manifestazioni incentrate su una delle retoriche più martellanti del politico: la “remigrazione”, piano considerato da molti irrealizzabile e seriamente problematico per i diritti umani. Vannacci (nel frattempo anche ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo – era entrato ufficialmente in politica nel 2024, venendo eletto europarlamentare nelle fila della Lega, di cui è stato anche vicesegretario federale. Tuttavia, fin dalla fondazione di Futuro Nazionale nel febbraio di quest’anno, l’ex militare ha progressivamente eroso i consensi proprio del suo ex partito e, più in generale, dei partiti alla base dell’attuale maggioranza di governo. Resta comunque da vedere come il nuovo partito di estrema destra si posizionerà ufficialmente in vista delle elezioni politiche del prossimo anno.
La classifica dei migliori marcatori complessivi della storia della Coppa del Mondo (#2) ha subito cambiamenti radicali nel corso dell’ultima edizione del torneo (#1), soprattutto per merito di Lionel Messi (#10) e Kylian Mbappé. Il primo, con la tripletta all’esordio contro l’Algeria (alla presenza numero 200 in nazionale), è riuscito a raggiungere Miroslav Klose in cima alla graduatoria, per poi superarlo grazie ai due gol contro l’Austria, e stabilirsi definitivamente a quota 21 reti con le altre reti segnate nel percorso dell’Argentina verso la finale. Record insuperabile per i più, ma non per Mbappé che, con la doppietta nella “finalina” persa dalla Francia contro l’Inghilterra, ha raggiunto le dieci reti nel torneo, diventando capocannoniere, e quota 22 reti assolute, primato che potrebbe consolidare fra quattro anni.
Il 2026 è stato l’anno della definitiva consacrazione del tennista italiano ai vertici del tennis mondiale, soprattutto dopo che ha raggiunto la sua prima finale in un torneo del Grande Slam al Roland Garros. Qui, dopo aver battuto gli statunitensi Tien e Svajda, rispettivamente, ai sedicesimi e agli ottavi di finale, Cobolli ha battuto in rimonta il canadese Félix Auger-Aliassime ai quarti, per poi accedere direttamente alla sua prima finale Slam in seguito al ritiro di Matteo Arnaldi. Nonostante la sconfitta sul più bello con Alexander Zverev (#8), Cobolli si è comunque guadagnato l’ingresso nella Top 10 del ranking ATP, diventando solo il settimo italiano di sempre a riuscire nell’intento. Il tennista di base a Roma ha poi confermato il suo eccellente stato di forma anche sull’erba di Wimbledon, raggiungendo per il secondo anno consecutivo i quarti di finale, prima di essere sconfitto dal britannico Arthur Fery, rivelazione del torneo.
Il tennista tedesco ha confermato il suo ottimo stato di forma prima prevalendo su Matteo Cobolli (#7) in cinque set nella finale del Roland Garros, che gli è valsa il primo titolo del Grande Slam. A Wimbledon, invece, Zverev ha interrotto il sogno del britannico Arthur Fery, (che aveva eliminato a sorpresa proprio Cobolli) per poi proseguire fino in finale, dove però ha dovuto cedere il passo al campione in carica Jannik Sinner, impostosi in quattro set. In ogni caso, con i punti guadagnati grazie al torneo, Zverev ha sottratto all’infortunato Alcaraz la seconda posizione in classifica ATP, confermandosi come uno dei pochi tennisti a poter mettere in discussione lo strapotere sul campo del duo Sinner-Alcaraz.
Approdato nei cinema italiani lo scorso 10 giugno, il film ha segnato il ritorno nelle sale del celebre regista Steven Spielberg a quattro anni dalla sua precedente opera, l’autobiografico The Fabelmans. Il thriller di fantascienza, che si interroga sull’ipotetica esistenza di civiltà aliene ed è ambientato in un mondo non meno caotico del nostro, vede fra i protagonisti principali Emily Blunt, Josh O’Connor e Colin Firth. Dalla sua pubblicazione, la pellicola ha già incassato più di 239 milioni di dollari complessivi, contando ricavi domestici e internazionali.
Arrivato ormai al suo sesto e ultimo Mondiale (#1), il fuoriclasse argentino ha avuto modo di consolidare la sua già indiscussa popolarità in più occasioni lungo il torneo: prima, con le reti che gli sono valse il primato momentaneo (poi superato da Kylian Mbappé) nella classifica dei migliori marcatori della storia della Coppa del Mondo (#6). E poi, con una serie di ottime prestazioni che hanno trascinato la nazionale Albiceleste a una nuova finale mondiale, in cui però ha prevalso la Spagna. Ciò nonostante, Messi è diventato vice-capocannoniere del torneo, con otto gol, e ha dimostrato come la sua sia stata una carriera probabilmente irripetibile.
Immagini in evidenza:
Spain, champion of the 2026 FIFA World Cup (cropped) di The White House Media, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons
Lionel Messi Argentina v Egypt 7 July 2026-207 (cropped) di Bryan Berlin / WikiPortraits, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons