Misurare il verde urbano per città più vivibili: OpenStreetMap e la regola 3-30-300

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4 Agosto 2026
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Misurare il verde urbano per città più vivibili: OpenStreetMap e la regola 3-30-300

regola 3-30-300

Come si può misurare il rapporto tra cittadini e verde urbano? E soprattutto, come è possibile farlo in modo trasparente, replicabile e accessibile a tutte le amministrazioni?

Una risposta arriva dal contributo presentato da Piergiorgio Cipriano (Information System Project Manager presso Deda Next) a FOSS4G IT & OSMit 2026, dedicato al calcolo della regola 3-30-300 nelle città metropolitane italiane. Il progetto mostra come, grazie ai dati aperti e a OpenStreetMap come una delle principali basi informative, si possano costruire indicatori utili alla pianificazione urbana.

Guarda la presentazione “Dati aperti per calcolare la regola 3-30-300 a scala di edificio nelle città metropolitane italiane”

La regola 3-30-300

La regola 3-30-300, proposta dall’urbanista Cecil Konijnendijk, suggerisce tre semplici criteri per valutare il rapporto tra persone e verde urbano: poter vedere almeno 3 alberi dalla propria abitazione, vivere in un contesto con un’adeguata copertura arborea (30%) e avere un’area verde pubblica raggiungibile a piedi entro 300 metri.

Trasformare questi principi in indicatori misurabili richiede però dati geografici accurati e aggiornati: è qui che entra in gioco OpenStreetMap.

La rete stradale di OSM viene utilizzata per calcolare la distanza reale da percorrere a piedi per arrivare a un parco, evitando la semplice distanza “in linea d’aria”. Al contempo, il database collaborativo fornisce dati su edifici, aree verdi e accessi ai parchi, elementi indispensabili per costruire un’analisi che possa essere replicata su larga scala.

L’obiettivo del progetto è proprio quello di stimare la regola 3-30-300 per quattordici città metropolitane italiane facendo affidamento sui dati aperti, così da ridurre i costi, aumentare la replicabilità e rendere possibile un monitoraggio continuo del verde urbano.

regola 3-30-300
FOSS4G-IT – OSMit 2026 – AM 48 di Adriana Marino (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

L’utilità di OpenStreetMap
 per la pianificazione urbana

Come spiega Cipriano:

«In Deda Next usiamo OpenStreetMap come base aperta e gratuita per leggere le città e misurare la prossimità ai servizi e al verde urbano (e alcuni di noi contribuiscono attivamente come mappatori volontari). 

Con i dati di OSM calcoliamo la regola “3-30-300” a livello di edificio o indirizzo: visibilità degli alberi, copertura arborea del quartiere e accesso a un’area verde entro 300 metri.
 
Aiutiamo così a colmare la mancanza di una fotografia oggettiva e confrontabile del verde urbano, che senza dati aperti sarebbe costosa e limitata a poche città. 

Per le amministrazioni significa scegliere meglio dove piantare alberi o creare parchi con criteri equi e trasparenti; per i cittadini, significa vivere in quartieri più sani, freschi e vivibili. L’impatto è civile e sociale: rendiamo visibili le disuguaglianze tra centro e periferia e offriamo strumenti accessibili per progettare città più giuste e resilienti al cambiamento climatico.»

Il valore di questo lavoro va oltre il singolo indicatore ambientale. Dimostra come OpenStreetMap non sia soltanto una mappa, ma un’infrastruttura di dati aperti capace di sostenere ricerca scientifica, pianificazione urbana e politiche pubbliche.
 
Misurare il rapporto tra persone e verde urbano significa rendere più leggibile il modo in cui le città distribuiscono una risorsa fondamentale per la qualità della vita, la salute e la resilienza al cambiamento climatico.
E se per farlo si usano i i dati aperti, gli strumenti diventano verificabili, riutilizzabili e migliorabili nel tempo dalla comunità.

Mappa realizzata con uMap. Dati cartografici © contributori di OpenStreetMap