Il patrimonio del Conservatorio Santa Cecilia si apre al mondo

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11 Settembre 2026
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Il patrimonio del Conservatorio Santa Cecilia si apre al mondo

La Biblioteca del Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” a Roma custodisce un importante patrimonio librario musicale storico. Il progetto dedicato alla sua digitalizzazione e diffusione nasce dalla collaborazione tra Wikimedia Italia e il Consiglio Nazionale delle Ricerche, avviata grazie al bando MAB 2025.

Nel 2026 Wikimedia Italia e il CNR hanno formalizzato una nuova collaborazione attraverso una convenzione per il biennio 2026-2027. È all’interno di questo quadro che si colloca, tra le altre, l’attività dedicata al Conservatorio Santa Cecilia.

L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: da una parte conservare e valorizzare materiali di grande rilevanza storica e documentaria, dall’altra renderli più facilmente accessibili alla ricerca, alla didattica e alla performance musicale. Attraverso l’infrastruttura globale dei progetti Wikimedia, il progetto punta inoltre a favorire la circolazione internazionale del patrimonio musicale conservato a Roma.

I tre nuclei documentari del progetto

Il progetto si concentra innanzitutto su tre importanti nuclei documentari.

Il primo è costituito dalle partiture e dagli spartiti musicali del fondo “Diritti d’autore”. Si tratta di materiali pervenuti alla Biblioteca grazie alla legge sul diritto di stampa, che nel 1883 dispose la trasmissione alla Biblioteca delle edizioni musicali provenienti da tutto il territorio nazionale.

Questa raccolta rappresenta una significativa testimonianza della cultura musicale italiana del XIX secolo. Le partiture e gli spartiti non sono quindi soltanto materiali destinati alla conservazione, ma documenti capaci di restituire una parte della produzione musicale italiana dell’epoca.

Il secondo nucleo è rappresentato dal fondo Silvestri, composto da 118 volumi che raccolgono circa 6.000 libretti di opere, feste teatrali e balli. La raccolta ha un particolare valore documentario perché permette di seguire le rappresentazioni musicali avvenute nei teatri di Milano e Monza dal 1670 al 1885.

Il terzo nucleo comprende invece circa 30.000 libretti d’opera e di balletto dei secoli XVII-XIX. Di questi, 21.138 titoli provengono dalla raccolta del collezionista portoghese Manoel Peixoto d’Almeida da Carvalhaes, mentre 9.700 appartengono al fondo Governativo dei libretti. Quest’ultimo documenta i repertori e l’attività dei teatri d’opera di tutta Europa.

I libretti come documenti storici

All’interno del progetto, i libretti occupano dunque uno spazio particolarmente significativo. La loro presenza in raccolte così ampie permette di documentare repertori, rappresentazioni e attività teatrali attraverso un arco cronologico molto esteso, dal XVII al XIX secolo.

La digitalizzazione permette di intervenire su questo patrimonio mantenendone il valore documentario e, allo stesso tempo, ampliandone le possibilità di accesso e consultazione.

Conservare e rendere accessibile il patrimonio musicale

Il progetto GLAM non si limita alla conservazione digitale dei materiali. L’obiettivo dichiarato è infatti quello di conservare e valorizzare il patrimonio musicale, ampliando l’accesso a risorse che possono essere utilizzate nella ricerca musicologica, nella didattica e nella performance musicale.

La collaborazione con la Biblioteca Centrale del CNR e l’utilizzo dell’infrastruttura globale dei progetti Wikimedia aggiungono inoltre una dimensione internazionale all’iniziativa. Materiali conservati a Roma possono così essere inseriti in un sistema che ne favorisce la circolazione e la conoscenza oltre i confini dell’istituzione che li custodisce.

Un progetto in crescita

Il progetto di digitalizzazione potrebbe in futuro essere esteso anche ad altri materiali conservati dalla Biblioteca: tra questi sono indicati il fondo di musica braille, i nastri magnetici e le lastre fotografiche.

L’eventuale ampliamento permetterebbe quindi di coinvolgere tipologie documentarie differenti, proseguendo il percorso di valorizzazione del patrimonio musicale storico attraverso la digitalizzazione.

La prospettiva è quindi quella di rendere questo patrimonio non soltanto conservato, ma anche accessibile, studiabile e condivisibile, favorendone la circolazione attraverso Wikimedia e mettendolo a disposizione di un pubblico più ampio.

Clicca qui per visualizzare le risorse disponibili su Wikimedia Commons

Immagine in evidenza: Esmeralda- pag. 1 (cropped) di Biblioteca del Conservatorio Santa Cecilia, CC BY-SA 4.0 , da Wikimedia Commons