Chi mi aiuta a liberare i monumenti per una foto wiki?

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Chi mi aiuta a liberare i monumenti per una foto wiki?

Ripresentiamo oggi questo articolo scritto da Frieda Brioschi e originariamente uscito su chefuturo.it  il 16 giugno, perché ha avuto notevole diffusione in rete ed è ancora molto attuale.
Se non l’avete ancora letto è il momento di farlo!

È difficile essere italiani. Leggevo Marco che scrive “se sei una donna startupper e decidi di avere un bambino – sei sostanzialmente destinata a un’allegra dieta pane, acqua e marmellata” e pensavo che più difficile che essere italiani c’è l’essere una donna italiana (ed è bello che lo scriva un uomo). Provo a raccontarvi perché è difficile essere italiani soprattutto in un contesto internazionale, descrivendovi le peripezie di un progetto che seguo per Wikimedia.

Due anni fa gli olandesi si sono inventati un concorso fotografico, che l’anno scorso è diventato internazionale: Wiki Loves Monuments; una fase nazionale e poi i migliori di ogni paese si sfidano in un girone internazionale. Noi abbiamo pensato che fosse una cosa bellissima e che un paese come l’Italia non potesse assolutamente mancare ad un appuntamento del genere. Poi un concorso fotografico… cosa vuoi che ci voglia a organizzarlo? Qualche premio, una giuria, un sito ed è fatta!

Basilica della Beata Santa Maria Assunta in Cielo e di Sant Adalberto, Esztergom (Ungheria) – foto finalista del concorso Wiki Loves Monuments Ungheria 2011 di Krisch (licenza CC-BY-SA 2.5 Ungheria)

In effetti organizzare un concorso fotografico non è difficile se lo scopo è culturale, il problema sono i soggetti. È più facile fare una rapina in banca e passarla franca che fotografare un monumento italiano!

O meglio, fotografare un monumento non è un delitto, ma pubblicarne la foto quasi.Soprattutto se uno è sprovveduto come me e pensa di poterla rilasciare in Creative Commons, CC-BY-SA addirittura (anche a scopo commerciale? siamo proprio matti, potremmo affossare il business delle cartoline!).

Le cartoline, battute a parte, non c’entrano: la “colpa” è del Codice Urbani (Codice dei beni culturali e del paesaggio) che attribuisce al MiBaC tutela, conservazione e valorizzazione del nostro patrimonio culturale e il pagamento di un canone qualora lo scopo delle foto non sia personale.

Il canone lo stabilisce l’autorità che ha in consegna i beni quindi il Ministero (nelle sue diramazioni: le soprintendenze e le direzioni regionali), le regioni, i comuni, le città metropolitane e le province. Quindi per fare le cose per bene, uno dovrebbe chiedere il permesso all’autorità del caso, ma non esiste un elenco che mi dica chi è questa autorità, quindi l’unica soluzione è bussare alla porta di ciascun ente e chiedere: scusate quali monumenti avete in consegna? Possiamo fotografarli?

8100 comuni, 20 regioni, 110 province, per tacere tutta la parte ministeriale. Tante conversazioni e contatti in corso, ma settembre (il mese dedicato al concorso) si avvicina e un’unica PA ha risposto sollecita: Pavia.

Valutando positivamente l’iniziativa Wiki Loves Monuments che potrebbe costituire un trampolino di lancio a livello internazionale per la città di Pavia,” si legge nella delibera della Giunta “si ritiene utile concedere la possibilità fotografare i propri monumenti inseriti nella lista di cui sopra concedendone l’immagine in uso come un qualsiasi open data con una licenza libera Creative Commons nella versione denominata CC-O.” Ci aiutate a convincere qualche altro comune virtuoso?

Dopo tutto vogliamo solo fotografare dei monumenti e usare le foto per illustrare le voci di Wikipedia, di tutte le 280 edizioni di Wikipedia. Raccontare un qualsiasi monumento senza mostrarlo è un delitto, soprattutto se parliamo dei monumenti italiani. Un patrimonio così bello e così complicato da raccontare, fatto di tantissimi interlocutori, di definizioni e liste mancanti.

Ma noi non ci arrendiamo e il concorso si farà comunque. E non dimenticate che per monumento si intende “un vastissimo genere di opere che comprende edifici, sculture, siti archeologici, strutture architettoniche e interventi dell’uomo sulla natura che hanno grande valore dal punto di vista artistico, storico, estetico, etnografico e scientifico”! Avete già in mano la macchina fotografica? Allora scattate!

A seguito dell’uscita di questo articolo abbiamo iniziato a discutere con diverse pubbliche amministrazioni (speriamo dia vere buone notizie a breve!), il cammino però è ancora lungo e ci serve sempre una mano.
Contatta il tuo comune! 🙂
 

5 Comments

  1. Franco Valente ha detto:

    Se un custode della Soprintendenza vi dice di non fotografare, fregatevene e fotografate lo stesso. Io lo faccio sistematicamente e non succede nulla perché non può succedere nulla.
    Il divieto vale solo per chi deve utilizzare le foto per fini di lucro. E comunque non può essere vietato.
    Può essere vietato l’uso del flash sulle pitture e sugli affreschi. Ma questa è un problema diverso.

    • Caramellamenta ha detto:

      Gentile Franco, per fare le foto bisognerebbe in ogni caso, secondo quanto detto dal MiBaC chiedere l’autorizzazione agli uffici competenti prima di scattare. Nel caso in cui le foto vengano fatte per uso personale o di studio, di solito non viene richiesto nessun compenso. Nel caso di Wikipedia, le foto vengono rilasciate con licenza CC-BY-SA, e quindi è concesso il riuso anche per scopi commerciali e allora le cose si complicano assai. 🙂

  2. pierangelo66 ha detto:

    Forse bisognava rivolgersi direttamente al MiBaC,ma trattandosi di personaggi politici entrava in gioco la “milletta” e quindi modificare il codice Urbani sarebbe stato dispendioso per Wikimedia Italia,molto dispendioso.Aggiungo che a me personalmente è stato chiesto un paio di volte di chiudere il cavalletto, solo perchè non avevo pagato il plateatico (TOSAP). All’estero (tranne la torre Eiffel di notte) non fanno nessun problema,si fotografa anche nei musei (senza flash naturalmente),ma l’Italia è un caso a parte,troppo a parte,purtroppo.

    • Caramellamenta ha detto:

      Ciao Pierangelo, stiamo contattando le varie istituzioni, ma, come puoi ben immaginare, ci sono dei tempi tecnici non molto veloci 😉

      • pierangelo66 ha detto:

        Grazie per la risposta Caramellamenta,i tempi “tecnici” delle nostre istituzioni possiamo definirli: Bradipo,ho provato più volte di persona cosa significhi perdere giorni interi per un timbro,solo perchè nessuno vuole prendersi la minima responsabilità,il problema è tutto li.Se poi aggiungiamo,circa un anno fa,una dichiarazione del Miur dove aveva contribuito con 45 milioni di euro alla costruzione di un tunnel tra Ginevra e L’Aquila possiamo capire il livello di cultura di chi concede autorizzazioni in merito.
        Comunque,io cercherò di aiutarvi,di fare quello che posso e qualcosa in più.