Cosa c’è sotto Wiki Loves Monuments
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Le Navi di Nemi

All’interno della suggestiva cornice del Museo delle Navi Romane di Nemi, il 19 maggio si è tenuta la giornata di studio “Nemi ieri e oggi. Da Guido Ucelli e le Navi a nuovi studi e ricerche”. Due sono stati gli  interventi relativi a al progetto Wiki Loves Monuments: il primo, di taglio generale, ha illustrato in cosa consista il concorso, quali siano le ricadute per la valorizzazione del patrimonio culturale italiano, quali le potenzialità dirompenti di una collaborazione attiva; il secondo, ad opera di Walter Accialini del G.a.Am., ne ha approfondito alcuni aspetti relativamente al coinvolgimento di altre associazioni interessate al contest.

Il Museo delle Navi ha costituito uno scenario ideale: costruito negli anni Trenta per ospitare le maestose navi volute dall’imperatore Caligola, divenne muto testimone del tragico incendio che portò alla distruzione dei due colossali scafi; da qualche anno a questa parte, la dirigenza ne sta facendo un punto di riferimento per la storia e l’archeologia di uno dei centri più intimi dell’antichità di Roma.

La struttura museale incarna in sé, quindi, il “quel che c’era”, “il quel che non c’è più”, il “quel che c’è” e il “quel che ci può essere”, quattro aspetti della ricerca e valorizzazione tra i quali Wiki Loves Monuments, apparentemente solo un concorso fotografico, si muove.

In Italia questi punti prospettici si incrociano più che mai nella vita quotidiana: la nostra nazione costituisce “un museo diffuso”, una immensa area in cui paesaggio naturale, storico ed artistico sono intrecciati così fittamente da costituire un unicum a livello mondiale. Con i suoi 47 siti riconosciuti dall’UNESCO come “Patrimonio dell’Umanità”, del Belpaese si dice comunemente che ospiti più della metà del patrimonio artistico mondiale. Al di là delle cifre si intuisce che risulta difficilissimo gestire e proteggere, senza ricorrere all’aiuto dei singoli cittadini.

Senza l’interesse e la passione degli italiani, infatti, i musei, le aree archeologiche, le associazioni e le istituzioni culturali dovranno combattere strenuamente per non veder andar disperso il lavoro di secoli: è necessario, quindi, non soltanto che l’archeologia e la cultura si avvicini al cittadino – magari semplificando concetti troppo tecnici, creando esperienze multimediali e multisensoriali come percorsi tridimensionali e 4D, aprendo aree da anni chiuse – ma che anche lo stesso cittadino si avvicini al suo passato e a quanto lo circonda.

Wiki Loves Monuments costituisce un modo senza precedenti per iniziare a mettere in moto un circolo virtuoso di mutua collaborazione.

Mai come questa volta, quindi, l’importante è partecipare.

 

Ecco le slide della presentazione:

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