Mutilazioni genitali in Tanzania: a Roma si mappa su OpenStreetMap la via di uscita

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Mutilazioni genitali in Tanzania: a Roma si mappa su OpenStreetMap la via di uscita

Molte aree rurali a Nord della Tanzania sono ancora oggi interessate dalla pratica della FGC (Female Genital Cutting) o mutilazione genitale femminile: migliaia di ragazze cercano di scappare da questo violento rito tradizionale, che porta con sé indelebili conseguenze fisiche e psicologiche.
Cosa possiamo fare concretamente per aiutare le vittime di questa crudeltà? Una possibile risposta può venire dalla mappa libera OpenStreetMap.
La “Wikipedia delle mappe” può infatti aiutare le vittime di mutilazione genitale femminile a raggiungere i centri di informazione o le safe houses dove è possibile rifugiarsi per sfuggire alla FGC, ma anche fornire informazioni utili agli operatori sanitari o ai volontari delle organizzazioni non profit per aiutarli a raggiungere i villaggi che si trovano nelle zone più isolate e prestare soccorso.
Con l’obiettivo di arricchire i dati geografici presenti su OSM riguardanti l’area del Nord della Tanzania, la Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza Università di Roma (P.le Aldo Moro 5) ospiterà venerdì 5 aprile una maratona di mappatura che si svolgerà dalle 17.30 alle 23.00.
L’iniziativa, co-organizzata dal nostro socio e coordinatore OpenStreetMap Lazio Paolo Rosati, si inserisce nel quadro della Notte europea della Geografia, insieme a diversi eventi che si svolgeranno alla Sapienza, ove ha sede di uno dei più antichi istituti universitari di geografia (il Gabinetto di Geografia istituito nel 1877).
Attraverso il Tasking Manager di Humanitarian OpenStreetMap Team e con l’ausilio di immagini satellitari, i partecipanti impareranno a mappare i centri informazione presenti in Tanzania e i villaggi collocati nelle zone più isolate, disegnando sulla mappa gli edifici presenti e le strade di accesso. Inoltre, per le zone a bassa densità, verranno mappati anche elementi utili per altre operazioni di soccorso, ad esempio in caso di crisi sanitarie o ambientali, i pozzi d’acqua.
L’evento – ci ha raccontato Paolo Rosati – si pone in diretta continuità con l’iniziativa che si è svolta lo scorso 8 marzo presso il Coworking Millepiani a Roma con il coinvolgimento degli utenti del progetto Crowd2Map Tanzania. Il nostro obiettivo è formare nuovi mappatori  e creare una “task force” che in questa occasione e in futuro possa lavorare per arricchire i dati a disposizione su queste aree, che al momento sono mappate solamente al 2 – 3%.
L’accesso alla maratona di mappatura è gratuito, ma i posti sono limitati ed è obbligatorio registrarsi qui. Data la tematica di lavoro, l’accesso all’evento è sconsigliato ai minori di 14 anni.

Nell’immagine: Grazie alle campagne informative sui rischi della mutilazione genitale, la famiglia di Fatamata ha deciso di abbandonare questa pratica. Di DFID – UK Department for International Development, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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