Nasce Wikisource in lingua napoletana, la biblioteca libera della comunità partenopea

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Nasce Wikisource in lingua napoletana, la biblioteca libera della comunità partenopea

Dopo anni di dialogo, i volontari della commissione linguistica dei progetti Wikimedia, che servono Wikipedia e tutti i suoi progetti fratelli per la conoscenza libera, hanno finalmente approvato l’attivazione di Wikisource in lingua napoletana: una grande biblioteca online che ospiterà testi in dialetto partenopeo consultabili gratuitamente in formato digitale con testo a fronte, riutilizzabili liberamente da chiunque, grazie all’uso di licenze libere.
Il dominio nap.wikisource.org è al momento in fase di attivazione da parte degli sviluppatori di Wikimedia Foundation, ma sono già più di 260 le opere digitalizzate, pronte per essere ospitate sul progetto, per un totale di oltre 10.000 pagine.
Tra i testi, tante opere del diciannovesimo e della prima metà del ventesimo secolo di autori come Salvatore di Giacomo, Ferdinando Russo, Eduardo Scarpetta, ma anche la prima grande opera in napoletano – che dettò lo stile linguistico per quelle a venire –Lu Cunto de li cunti”, raccolta di fiabe scritta da Giambattista Basile nel ‘600, che ha ispirato il noto film diretto da Matteo Garrone “Il racconto dei racconti”.
Non appena la piattaforma sarà online, i volontari potranno iniziare a svolgere l’attività di “rilettura”, ossia verificare che i testi a fronte corrispondano agli originali scansionati: delle diecimila pagine già digitalizzate ad oggi, circa 4.000 sono già state ricontrollate dalla comunità.
La nostra speranza – ci ha detto Ruthven, uno degli utenti impegnati nell’implementazione di Wikisource in napoletano – è coinvolgere tanti nuovi utenti in questo progetto, dagli studiosi delle lingue romanze agli appassionati di letteratura napoletana fino agli studenti, attraverso percorsi sviluppati ad hoc nelle scuole per recuperare le produzioni artistiche in lingua.  Il  materiale a disposizione è ricchissimo e lo sarà ancor di più negli anni a venire quando opere come le commedie di Eduardo De Filippo o Totò saranno nel pubblico dominio, poiché decadrà il diritto d’autore. Anche il pubblico potenziale è davvero ampio, se pensiamo che sono circa 12 milioni le persone che parlano – ma soprattutto leggono! – il napoletano e le sue varianti in Italia e negli Stati Uniti.

Nell’immagine: Veduta di Napoli,  di Enrico La Pira, pubblico dominio, via Wikimedia Commons

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