Aspettando State of the Map 2018. Mappe libere: l’esperienza di Immobiliare.it

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Aspettando State of the Map 2018. Mappe libere: l’esperienza di Immobiliare.it

Dal 28 al 30 luglio il Politecnico di Milano ospiterà State of the Map 2018, il raduno mondiale della comunità OpenStreetMap. La tre giorni sarà ricca di interventi di mappatori, ricercatori e aziende che racconteranno ai partecipanti come utilizzano la mappa libera e quali opportunità individuano nella piattaforma.
Tra i relatori anche Andrea Capata, Software engineer di Immobiliare.it, a cui abbiamo chiesto qualche anticipazione sul suo intervento che si terrà lunedì 30 luglio alle 10:30 in Sala S.0.2.

Ciao Andrea, piacere di fare la tua conoscenza. Qual è la tua formazione e da quanto tempo conosci il progetto OpenStreetMap? Avevi già sviluppato soluzioni basate su questo database geografico libero?

Piacere mio. Mi sono laureato in Ingegneria Informatica all’Università La Sapienza di Roma ormai più di 10 anni fa ed è lì che ho incontrato il mondo dei GIS e OpenStreetMap, lavorando alla mia tesi di laurea.
Mi sono subito appassionato al mondo degli open geo-data e ho avuto modo di usare OSM in diversi progetti, uno dei quali è stato il primo popolamento di dati geografici pubblici di una piattaforma social, di cui mi sono occupato in prima persona. È stata un’esperienza entusiasmante.

Quali sono le motivazioni che hanno spinto Immobiliare.it a scegliere OpenStreetMap per la vostra piattaforma? Si tratta di un ragionamento di tipo “ideologico” o ritieni ci siano anche dei vantaggi pratici legati a questa scelta? Se sì, quali?

Le motivazioni, se vogliamo, sono di entrambi i tipi. Da un lato, OpenStreetMap consente di sviluppare un sistema di mappe interno, completamente customizzabile ed adattabile alle singole esigenze: una soddisfazione non da poco.
Ad esempio, con Immobiliare.it, abbiamo potuto lavorare sulla personalizzazione degli stili delle mappe e sulla possibilità di renderle multilingua. Un altro degli aspetti su cui abbiamo concentrato la nostra attività di sviluppo sono le opzioni di condivisione dei dati, in modo da scegliere in autonomia se registrare immediatamente i dati su OSM (rendendoli pubblici) o mantenerli momentaneamente privati. Questa feature ci ha consentito di lavorare tempo reale all’aggiornamento delle nostre mappe senza registrare immediatamente informazioni provvisorie o riservate (ad esempio su aree di cantiere o nuovi edifici in costruzione).
Dal punto di vista pratico, si ottiene il controllo completo sulle proprie mappe e si ha quindi totale autonomia sui progetti da realizzare, senza i limiti derivanti dall’affidamento a provider terzi. Tutto ciò è molto importante, specialmente per aziende che, come Immobiliare.it, fanno notevole utilizzo di mappe per i propri servizi.

Consiglieresti ad altre aziende di seguire la vostra stessa scelta? Senza svelarci troppo del tuo intervento a State of the Map, potresti anticiparci quali settori a tuo avviso potrebbero avere più vantaggi dallo scegliere OpenStreetMap?

Senza dubbio incoraggerei le aziende ad investire nel passaggio ad OpenStreetMap (switch2osm). E’ certamente un investimento in competenze ed infrastrutture non indifferente, ma alla lunga viene ripagato, sia economicamente che dal punto di vista dell’acquisizione di tecnologie e know-how. Inoltre, OSM è una piattaforma aggiornata praticamente “in tempo reale” perché le ultime modifiche apportate dagli utenti sono disponibili all’istante: questo è straordinario.
Più si necessita di una customizzazione del dato geografico, maggiore è il vantaggio di utilizzare OpenStreetMap: per questo, credo che i migliori candidati per passare a OpenStreetMap siano gli enti che si occupano della gestione del trasporto pubblico, di urbanistica o del monitoraggio del territorio (quindi, perché no, anche la pubblica amministrazione).

Grazie Andrea, ci vediamo a State of the Map!

Nell’immagine: Andrea Capata per State of the Map 2018. Grafica di Francesca Ussani (WMIT), CC BY-SA 4.0

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