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18 Marzo 2026
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Democrazia sul banco degli imputati

SLAPP

Da tempo e sempre più frequentemente l’arma legale viene usata per intimidire o mettere a tacere voci scomode impegnate su temi di interesse pubblico. La pratica è nota come SLAPP, acronimo di Strategic Lawsuit Against Public Participation (Azione legale strategica contro la partecipazione pubblica).

Le SLAPP sono cause civili o penali che, pur essendo formalmente legittime, vengono promosse con finalità dissuasive. Ad esempio può essere considerata una SLAPP una causa ad un giornalista con l’obiettivo di impedirgli di continuare a lavorare liberamente, ostacolando la diffusione pubblica di una informazione. Solitamente si procede tramite azioni per diffamazione con richieste di risarcimento molto elevate, talvolta addirittura milionarie, tali da mettere in difficoltà chi prova a realizzare delle inchieste e da creare un effetto di timore diffuso: come esempio, si riporta l’azione intentata nel 2023 dalla compagine petrolifera Shell contro Greenpeace onde intimare a quest’ultima ad interrompere ogni protesta, pena il perseguimento di risarcimenti fino a £7 milioni.

Si tratta, evidentemente, di pratiche che incidono sui diritti fondamentali riconosciuti a livello europeo, con particolare riferimento alle libertà di espressione e di informazione (art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nonché art. 21 della Costituzione italiana).

Contro questo fenomeno in Europa si è costituita l’associazione CASE (Coalition Against SLAPPs in Europe), che raccoglie oltre 120 associazioni ed organizzazioni non governative impegnate nel monitoraggio delle SLAPP.

Lo stato dell’attività SLAPP in Europa è sintetizzato in un rapporto annuale elaborato per CASE dalla Daphne Caruana Galizia Foundation (intitolata alla giornalista maltese assassinata in un attentato dinamitardo nel 2017).

Nell’ultimo rapporto, pubblicato nel gennaio 2026 e denominato Democracy in the Dock, emergono aspetti non positivi. Nel quindicennio intercorso dall’inizio della mappatura, nel 2010, si sono registrati 1.303 casi di SLAPP in 43 Stati europei, di cui 167 nel solo 2024. Si tratta di dati in crescita, a dimostrazione della perdurante diffusione della pratica. Si teme, inoltre, che le minacce siano ben più di quante dichiarate, arrivando spesso queste prima dell’avvio di un giudizio (es.: minacce legali da parte degli avvocati).

I soggetti più colpiti, oltre ai giornalisti, sono attivisti, associazioni per i diritti umani, organizzazioni ed accademici impegnati su temi pubblicamente sensibili quali corruzione, attività economiche e/o governative, ambiente e politica. I ricorrenti sono spesso grandi aziende o personalità politiche, ossia soggetti che dispongono di ingenti risorse economiche, acutizzando così lo squilibrio tra le parti.

Uno sviluppo positivo è invece rappresentato dalla Direttiva (UE) 2024/1069 adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea, volta ad introdurre strumenti per contrastare le cause manifestamente infondate o intimidatorie. La direttiva dovrà essere recepita dagli Stati membri entro maggio 2026. Il rapporto segnala, tuttavia, come questa offra tutele soprattutto nelle cause transfrontaliere (appena l’8,5% dei casi), non garantendo invece una sufficiente armonizzazione per le questioni di carattere nazionale. Nei mesi a venire saranno pertanto da monitorarne con attenzione gli effetti, onde eventualmente intervenire con proposte mirate al legislatore per correggerne i punti deboli.

Wikimedia Italia, nella sua azione di diffusione della conoscenza libera, si trova ad incrociare ostacoli di questo tipo e fa parte e supporta la CASE e le iniziative volte a garantire il rispetto delle libertà costituzionali di espressione ed informazione, anche contro quei pretestuosi ricorsi alla giustizia impiegati come strumenti di intimidazione o censura preventiva.

Immagine: Freedom of Speech Includes The Press di Narih Lee, CC BY 2.0, da Wikimedia Commons