Tutte le strade portano a…OpenStreetMap: come le aziende di logistica possono essere utili alla mappa libera (e viceversa)

Controllo sui dati: i governi europei si affidano a soluzioni indipendenti e open source
4 Ottobre 2019
Diciotto anni di software libero con Linux Day!
9 Ottobre 2019
Show all

Tutte le strade portano a…OpenStreetMap: come le aziende di logistica possono essere utili alla mappa libera (e viceversa)

Ogni giorno vengono costruite e aperte al traffico nuove strade, per questo è estremamente complicato disporre di una rilevazione aggiornata della rete stradale di tutto il globo. 

Grazie al contributo costante di tantissimi mappatori volontari attivi quotidianamente, il database libero OpenStreetMap riesce a garantire a chi ne usufruisce un altissimo livello di precisione e registrare i cambiamenti che avvengono in alcune zone praticamente “in tempo reale”.

Purtroppo però, ci sono anche aree dove l’aggiornamento non è così semplice: gli utenti OSM attivi a livello locale talvolta sono troppo pochi e anche la mappatura da remoto è impraticabile, perché le immagini satellitari esistenti sono obsolete o non sono reperibili.

Le aziende di logistica – che ogni giorno inviano migliaia di veicoli ad effettuare trasporti o consegne, anche in luoghi remoti – potrebbero facilmente contribuire a colmare le lacune nella mappa, traendo al contempo un vantaggio per il proprio business

Molte imprese che si occupano di trasporti sono già  solite rilevare dati sulle strade che i mezzi percorrono o devono percorrere attraverso GPS o altri strumenti: attraverso applicazioni già esistenti e  largamente utilizzate dalla comunità OSM, le aziende potrebbero facilmente condividere le informazioni anche sul database libero, rendendole disponibili non solo ai propri operatori, ma “donandole” alla collettività.

Questo non è solo un modo di rendersi utili ai cittadini (con pochissimo sforzo e nessun costo) ma anche un’attività da cui le aziende stesse possono trarre beneficio: il database di OpenStreetMap può infatti essere utilizzato da chiunque – incluse le imprese, ovviamente! – come base per sviluppare applicazioni o servizi personalizzati di infomobilità o navigazione.

Ancora più semplice è contribuire ad OSM attraverso la rilevazione diretta di immagini con dashcam, telecamere per auto, o strumenti analoghi: ne basterebbe una sul parabrezza di ogni mezzo per raccogliere in modo semplice e privo di costi immagini di qualità da cui estrapolare dati utili per OSM, catturabili con applicazioni come Mapillary o OpenStreetCam.

Sono diverse le corporation attive nel settore dei trasporti o delle consegne che già oggi hanno iniziato a contribuire al database libero: dall’americana Lyft a Uber, fino ad arrivare ad Amazon Logistics che di recente ha comunicato di stare iniziando ad apportare migliorie alla mappa.

Ogni impresa contribuisce in misura differente e talvolta i volontari OSM hanno individuato imprecisioni nelle modifiche, specialmente quando sono effettuate da team che lavorano da remoto e non conoscono bene il territorio (ad esempio, Amazon al momento ha inserito dati relativi a Nord America, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Germania attivando un team di mappatori dall’India, che spesso non hanno una reale conoscenza delle specificità delle aree rilevate), ma attraverso il dialogo con la comunità la qualità dei dati può migliorare nel tempo: l’importante è fare il primo passo.

Nell’immagine: un veicolo cattura immagini con l’applicazione Mapillary. Di Benoît Prieur, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.