In Basilicata il sapere libero si “coltiva” in Rete, con il primo PON a distanza d’Italia

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In Basilicata il sapere libero si “coltiva” in Rete, con il primo PON a distanza d’Italia

Quando si semina conoscenza, ciò che cresce è davvero bello e resistente! Ne è dimostrazione il progetto  “L’agricoltura lucana nelle piattaforme del sapere libero” finanziato nell’ambito del PON “Pensiero computazionale e cittadinanza digitale”, che ha coinvolto circa 50 studenti di classe terza, quarta e quinta superiore dell’Istituto Professionale Servizi per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale G. Fortunato per le sedi di Potenza e Lagopesole (PZ) in un percorso di valorizzazione dei prodotti e delle colture locali sui progetti Wikimedia, in particolare Wikipedia e Wikimedia Commons.

“Le attività di formazione previste dal PON erano iniziate nel mese di gennaio e sono state bruscamente interrotte a inizio marzo a causa dell’emergenza coronavirus” ci racconta Luigi Catalani, socio Wikimedia Italia e tutor del progetto “Ma non ci siamo arresi. Quando il MIUR ha aperto alla possibilità di svolgere anche queste attività didattiche nella modalità online, la scuola ha attivato immediatamente tutte le procedure necessarie ed è stata tra le prime in Italia a partire con un PON online.”.

Una sfida, dunque, che ha dato risultati inaspettati: “La didattica a distanza è risultata adeguata allo svolgimento del nostro progetto” ci ha raccontato una delle docenti dell’Istituto coinvolte “I ragazzi si sono concentrati su voci dedicate ai prodotti agricoli locali – tra cui due varietà di fagiolo: il Fagiolo rosso scritto del Pantano di Pignola e il Fagiolo di Sarconi – lavorando sulle loro sandbox in Wikipedia, sempre seguiti a distanza da noi insegnanti e dal tutor wikipediano. I nostri alunni hanno lavorato senza alcuna difficoltà, anzi lontani l’uno dall’altro si sono concentrati maggiormente sulla ricerca dei contenuti e delle fonti relative ai vari argomenti trattati.”.

“L’interazione tra docenti e studenti è risultata meno formale e più vera: ci siamo ascoltati di più, capiti di più ed abbiamo riscoperto di essere una comunità.” aggiunge un’altra delle insegnanti coinvolte nel percorsoAlcuni ragazzi timidi o condizionati dall’atmosfera della classe hanno preso coraggio ed hanno mostrato lati insospettati: intraprendenti, esperti nell’uso dei device, collaborativi e ricercati dai compagni.”.

Pur nella generale soddisfazione, non sono mancate difficoltà connesse alla situazione di emergenza: alcuni alunni che vivono in zone di campagna, dove la connessione è scarsa, non sono riusciti a seguire il percorso, a dimostrazione che il digital divide è una questione ancora aperta, che può compromettere la riuscita di un progetto del genere. 

“Non poter accompagnare i ragazzi in biblioteca – come previsto – per fargli visitare i nuovi spazi del Polo culturale integrato di Potenza e guidarli alla ricerca di fonti bibliografiche utili al loro lavoro è stato per me un motivo di rammarico” ci ha detto Luigi “Abbiamo fatto di necessità virtù, approfondendo le ricerche online, che ci hanno consentito di attingere a numerose risorse digitali, tra cui e-book, siti web e documentazione di ottima qualità come gli opuscoli pubblicati dall’ALSIA, Agenzia Lucana di Sviluppo e di Innovazione in Agricoltura, partner del progetto.”.

Imparare a consultare le fonti e scrivere per Wikipedia ha permesso ai ragazzi di inserire le proprie conoscenze tecniche in una dimensione enciclopedica: “è stata per me una soddisfazione vedere fondersi il sapere pratico, che viene dall’esperienza diretta, con le nozioni contenute nei libri” ci ha raccontato Luigi Catalani “E credo che questo sia servito anche ai ragazzi, per capire l’importanza dello studio, dell’approfondimento e dell’aggiornamento continuo”.

E Luigi non si sbaglia, perché le testimonianze degli studenti che hanno partecipato al percorso sono tutte positive ed entusiaste verso questo nuovo mondo di conoscenza libera attraverso cui chiunque può – come ci ha detto un ragazzo – “dare un contributo alla comunità digitale e valorizzare il proprio territorio”.

La conclusione migliore di questo percorso, la lasciamo alle parole di una docente, che lo racconta così: “un bellissimo viaggio che ci ha permesso, dalla nostra rigida quarantena, di visitare i “vucculi” di Muro Lucano, gli alberi monumentali della Campania, l’orto botanico di Castel Lagopesole. Siamo andati in Marocco tra le piantagioni di Argan e rientrati in Basilicata abbiamo riscoperto le patate di montagna di Muro, i pomodori Ciettiaicale di Tolve, i funghi della Basilicata e le cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti. Abbiamo conosciuto capre esotiche come la Saanen, l’agnello delle Dolomiti Lucani e suini neri lucani, saliti su mezzi meccanici fantasmagorici come la rotopressa… e tutto questo chiusi in casa con amici distanti. Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, i neo-wikipediani dell’Istituto che hanno creduto dove io ho titubato e cito Proust “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”: voi siete stati la mia scoperta!”

Nell’immagine: Didattica a distanza con gli studenti dell’IPSASR Fortunato. Di Luigi Catalani, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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