Integrare conoscenza e informazione: Wikimedia Italia alla Winter School dell’Università Cattolica di Milano

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Integrare conoscenza e informazione: Wikimedia Italia alla Winter School dell’Università Cattolica di Milano

Il 2019 non è ancora terminato, ma noi stiamo già facendo grandi piani per il 2020! Volete avere un’anticipazione? Il 17 e 18 gennaio 2020 saremo al fianco di Università Cattolica di Milano nella prima edizione della Winter School “Integrare conoscenza e informazione. In viaggio verso la scuola digitale” una due giorni di alta formazione dedicata ai docenti delle scuole secondarie di I e II grado, ai futuri insegnanti (laureati e laureandi) e a chi lavora nelle biblioteche scolastiche o di pubblica lettura, che rientra nelle iniziative di formazione finanziabili con la Carta del docente e per cui si può beneficiare dell’esonero dagli obblighi di servizio.

All’interno delle 14 ore complessive di formazione, che si svolgeranno a Milano presso la sede dell’Ateneo in Via Carducci 30, quattro ore saranno dedicate ai progetti Wikimedia con il laboratorio “I progetti Wikimedia per le biblioteche scolastiche innovative: information literacy e coproduzione di sapere libero”, tenuto dal nostro coordinatore nazionale scuole e università Luigi Catalani

Abbiamo chiesto ad Alessandro Tedesco, Coordinatore Didattico della Winter School, di raccontarci com’è nata questa collaborazione.

Come è nata l’idea di inserire un contributo a cura di Wikimedia Italia all’interno della vostra Winter School?

L’idea – come spesso accade – nasce da un incontro: quello tra noi e i progetti Wikimedia è avvenuto lo scorso anno al tradizionale appuntamento per le biblioteche, il Convegno Stelline. Uno degli interventi inseriti nel programma della giornata dedicata alle scuole – quello di Luigi Catalani – catturò in particolar modo la mia attenzione.
Ciò che mi stupì fu sentire che, grazie ai progetti Wikimedia, fosse possibile non solo pensare ma anche realizzare concretamente attività in classe utilizzando strumenti digitali, innovativi e collaborativi. Non si parlava più nel solito modo banale e “sciatto” di come “Internet si sostituisca all’apprendimento tradizionale”: si parlava di come insegnare davvero ai ragazzi a produrre informazioni di qualità per il Web.

A vostro avviso, perché oggi ha senso portare i progetti Wikimedia (come Wikipedia) a scuola e cosa rende la biblioteca scolastica il “luogo privilegiato” per sperimentare questo nuovo tipo di didattica?

Ha senso proprio per contrastare l’idea diffusa che il Web sia un luogo dove magicamente si possono trovare tutte le informazioni, senza chiedersi se queste siano attendibili o meno e senza interrogarsi su quali siano le reali competenze di chi le ha prodotte.
Ci sembra che la proposta di Wikimedia Italia per le scuole stia andando in un’altra, più sana, direzione: non diffondere una filosofia dell’informazione prêt-à-porter proponendo invece una riflessione profonda sulla qualità dell’informazione, sui processi coinvolti nella ricerca legata a un tema (fonti e loro attendibilità) e sulle modalità pratiche di “produzione” di un nuovo contenuto informativo online.
Rispetto alla biblioteca: se è vero che le informazioni contenute su Wikipedia e sui progetti Wikimedia devono basarsi su delle fonti, quale luogo migliore della biblioteca per ragionare su come produrre informazioni?
Qui i ragazzi, guidati da docenti di diverse discipline – ecco il senso di attivare questo tipo di didattica nel contesto delle biblioteche poste dentro gli istituti scolastici – possono accedere a quel ricco patrimonio di fonti cartacee tradizionali, imprescindibile per comprendere anche tutte le nuove fonti digitali che in biblioteca si andranno ad aggiungere proficuamente agli “scaffali”.

Storicamente, il mondo della scuola e ancor più dell’università ha sempre nutrito diffidenze verso Wikipedia, ma ora sembra ci sia un’apertura che mai si era sperimentata in passato. A voi che avete deciso di “accogliere” l’enciclopedia libera e i progetti fratelli nella vostra offerta didattica chiediamo: cosa è cambiato?

Crediamo che le realtà dedite alla formazione stiano iniziando a capire come il fenomeno Wikipedia (e più in generale il Web come fonte di notizie e informazioni) non possa essere né negato e né contrastato “di petto”, soprattutto di fronte a dei ragazzi.
Non si può parlare solo di come vietare ai ragazzi di scopiazzare dal Web, si deve invece iniziare a spiegare loro cosa stia dietro alla produzione delle informazioni online.
In questo modo saranno più consapevoli del peso e anche dei rischi che può avere il loro “copiare” da Internet in maniera indistinta.
I progetti Wikimedia ci paiono una palestra adeguata per far provare ai ragazzi a diventare produttori di informazioni e notizie di qualità sul web, passando quindi dall’essere passivi, inconsapevoli fruitori a divenire soggetti attivi e attenti produttori di conoscenza.

La vostra Winter School si chiama “Integrare conoscenza e informazione”: è un obiettivo sfidante! In che modo vi aspettate che la didattica wiki possa rispondere a questo “bisogno”?

L’informazione diventa conoscenza nel momento in cui l’“informato” la assimila, la fa sua, la digerisce. Quale modo migliore di trasformare le informazioni da cui siamo bombardati tutti i giorni in conoscenza consapevole, se non far diventare chi di solito le fruisce un soggetto attivo nella loro produzione?
Scrivere una pagina di Wikipedia su determinato personaggio storico, ad esempio, implicherà aver fatto ricerca in fonti cartacee e online, confrontarsi con altre persone rispetto all’argomento: vorrà dire, in sostanza, arrivare a conoscere quel determinato personaggio e a “farsi domande” al suo riguardo.
Questo fa sì che, come evidenzia il prof. Barbieri, Direttore Scientifico della Winter School, “l’esperienza della conoscenza mediata dal Web riesca a raggiungere la stessa profondità critica della ricerca tradizionale su carta e smetta di essere semplice “chiacchiericcio”.

Chi fosse interessato alla Winter School può iscriversi entro il 7 gennaio 2020 sul sito http://unicatt.it/scuoladigitale procedendo al pagamento della quota di partecipazione, anche utilizzando la Carta del Docente.
Vi aspettiamo!

Nell’immagine: Il regno delle fonti: la biblioteca. Di iac, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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