Un quarto di secolo di conoscenza libera: i festeggiamenti a Torino per i primi 25 anni di Wikipedia

Aperte le candidature per il bando musei, archivi e biblioteche (MAB) di Wikimedia Italia
22 Gennaio 2026
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Un quarto di secolo di conoscenza libera: i festeggiamenti a Torino per i primi 25 anni di Wikipedia

Wikipedia 25 anni

Il 15 gennaio 2026, Wikipedia ha celebrato il 25º anniversario della sua fondazione. Lanciata il 15 gennaio 2001, l’enciclopedia durante il 2026 verrà festeggiata in tutto il mondo, con il motto “celebrare la conoscenza, l’umanità e la collaborazione al loro meglio”.

Leggi qui i messaggi di auguri della comunità italiana a Wikipedia

Wikipedia 25 birthday cake in Turin di Dario Crespi (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

I festeggiamenti al Museo del Risorgimento

La celebrazione nazionale dei 25 anni di Wikipedia in Italia si è tenuta domenica 18 gennaio 2026 a Torino, presso il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Il compleanno dell’enciclopedia libera ha preceduto la premiazione del concorso Wiki Loves Monuments Italia 2025, affiancata dalla premiazione del concorso fotografico locale Wiki Loves Monuments Piemonte 2025.

Le testimonianze dei partecipanti

L’evento al Museo del Risorgimento è stato presentato dall’attore e autore Lorenzo Piccolo.

A precedere le testimonianze delle istituzioni culturali presenti sono state quelle di chi conosce Wikimedia Italia, Wikipedia e i progetti wikimediani fin dal loro esordio: Ferdinando Traversa, Presidente di Wikimedia Italia, Lorenzo Losa, presidente del Board of Trustees di Wikimedia Foundation e volontario di Wikipedia dal 2004 e Francisco Ardini, volontario di Wikipedia dal 2006.

Ferdinando Traversa at Wikipedia 25 event in Turin 01 di Dario Crespi (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Ferdinando Traversa: “La storia di Wikipedia è lunga. Wikipedia nasce da un sogno, da un esperimento che qualcuno avrebbe potuto dire essere destinato al fallimento. […] Dopo 25 anni, possiamo dire che quella che era nata come una scommessa ha avuto successo. […]Wikipedia in italiano è nata l’11 maggio del 2001 e il primo raduno si è tenuto nel 2004 a Genova: per la prima volta la comunità si è incontrata per discutere e celebrare i successi di un’enciclopedia nascente. Si trattava un internet diverso da quello che vediamo oggi: ci siamo abituati alle grandi piattaforme che dominano quello che un tempo era lo spazio pubblico virtuale, adesso diventato uno spazio privato virtuale. In mezzo a tanti attori con bilanci da capogiro, Wikipedia resiste come un vero e proprio faro di conoscenza libera, gratuita, sostenuta da donazioni e basata sulla forza della sua comunità, che si è dimostrata viva lungo un percorso costellato anche di difficoltà. […] Wikipedia è il sesto sito più visitato in Italia e nel 2025 è stata anche riconosciuta come bene pubblico digitale. Tutto questo è stato possibile grazie alla forza e alla passione di migliaia di volontari. […] Quest’oggi molti di loro sono qui in mezzo a noi, e dobbiamo essere orgogliosi del lavoro che portano avanti. Come potete immaginare, ci aspettano ancora tante sfide. […] Quello che ci dà fiducia di poter continuare ad andare avanti e ad avere successo con questo piccolo grande esperimento di conoscenza libera e aperta è proprio la passione e la forza di chi ogni giorno, dà il proprio piccolo o grande contributo per la conoscenza libera.”

Lorenzo Losa at Wikipedia 25 event in Turin di Dario Crespi (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Lorenzo Losa: “Questa giornata in onore di Wikipedia è una celebrazione che non va intesa solo come un ricordo del passato. Wikipedia è qualcosa che c’è oggi e che permette di proiettarci anche in un’ottica futura. Questo possiamo farlo con una base abbastanza solida perché di risultati, come abbiamo visto, ne abbiamo raggiunti parecchi. Ormai, Wikipedia è presente in oltre 300 lingue, dalle edizioni più piccole a quelle più grandi. Purtroppo, non tutto il mondo la utilizza nella stessa maniera: è estremamente diffusa da noi in Europa, in Nord America, ma meno in altre parti del mondo. […] Questo ci fa comprendere che dobbiamo anche iniziare ad adattarci al modo in cui le persone, adesso, accedono a internet e alla conoscenza. È qualcosa che sta cambiando, lo vediamo tutti in maniera abbastanza evidente con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Per noi è una sfida, è qualcosa su cui lavorare, in primo luogo perché molti sistemi di intelligenza artificiale intermediano in maniera nuova, quindi non accedono più direttamente a Wikipedia, ma parlano con un chatbot. […] Abbiamo bisogno di nuovi utenti, di nuovi volontari che accedano e che inizino a scrivere e a creare nuova conoscenza. L’intelligenza artificiale ha bisogno di Wikipedia, è una delle fonti principali su cui l’intelligenza artificiale e gli LLN vengono addestrati, per cui, oggigiorno, Wikipedia è più che mai vitale nell’ecosistema dell’informazione, ma è anche molto meno visibile. […] Quando pensiamo alle società che si occupano di intelligenza artificiale, quello che cercano in Wikipedia – e per cui Wikipedia è utilizzata così tanto – è proprio questo: il fatto che dietro ci siano delle persone, una comunità. Le società sanno bene che è uno dei pochi luoghi dove, con certezza, ci sono degli esseri umani dietro a quello che viene scritto.”

Wikimedian at Wikipedia 25 event in Turin 01 di Dario Crespi (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

Francisco Ardini: “Io ho iniziato a scrivere su Wikipedia a gennaio del 2006, per me questo è il mio 20° anno di contribuzione wikipediana. Ho cominciato quando ero studente universitario; durante il mio tempo libero ho visto una voce su un autore di fumetti a me caro e ho notato che, entro pochi giorni, una voce a lui correlata sarebbe stata cancellata se non fosse stata migliorata. È stata una cosa che mi ha colpito, quindi, qualche giorno dopo, ho cominciato a contribuire in anonimo e ho iniziato a conoscere un ambiente che era ancora in costruzione. […] Wikipedia è cresciuta nel rigore, nelle voci, nel numero di utenti. […] Come ha fatto un progetto così, partito dai nerd – che, con massima leggerezza e goliardia, cominciavano a creare i Wiki Oscar, scrivevano sui Pokemon –  a diventare ciò che è oggi? […] Forse proprio per le voci sui Pokemon, per quel clima che ha creato una comunità in grado di rendere giustizia al proprio obiettivo. Una comunità di volontari ha bisogno di collaborare e per collaborare c’è bisogno di questo. […] Noi abbiamo sempre voluto che questo progetto mantenesse il suo scopo che chiaramente non ha mai smesso di esistere e mai smetterà, ci abbiamo sempre creduto e tenuto. Questo è quello che ha permesso finora e che continuerà a permettere la diffusione di Wikipedia. Vi riporto la citazione di uno scrittore statunitense, Clay Shirky, che, nel 2011, proprio per celebrare Wikipedia disse: “Se tutti i suoi utenti più entusiasti smettessero di tenerci, Wikipedia sparirebbe nel giro di una settimana, travolta da vandali e spam. Se in questo momento avete accesso a Wikipedia, vuol dire che anche oggi i buoni hanno vinto”.”

Le testimonianze delle istituzioni culturali

Le testimonianze delle istituzioni culturali presenti all’evento sono state introdotte dai saluti di Luisa Cocotti, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino.

Il presentatore dell’evento, Lorenzo Piccolo, ha quindi introdotto i rappresentanti delle istituzioni culturali presenti nella Sala Codici del Museo Nazionale del Risorgimento, che, come vedremo, hanno portato sul palco esempi concreti ed efficaci delle loro collaborazioni con Wikimedia Italia, Wikipedia e i progetti dell’intero ecosistema wikimediano.

Quali possono essere le strade da percorrere per liberare la conoscenza e renderla accessibile? A questa domanda hanno risposto, ognuno a proprio modo, i seguenti ospiti:

1. Alessandro Bollo, Direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

2. Enrico Bertacchini, professore associato del Dipartimento di Economia e Statistica Dipartimento di Economia e Statistica “Cognetti de Martiis” dell’Università degli Studi di Torino

3. Sandra Migliore, Responsabile della Biblioteca di Economia e Management dell’Università degli Studi di Torino

4. Cecilia Cognigni, Dirigente del Servizio Biblioteche della Città di Torino

5. Enrico Ferraris, Curatore del Museo Egizio di Torino

6. Simone Solinas, Responsabile Direzione Comunicazione Stampa del Teatro Regio di Torino

Compleanno Wikipedia 25 anni Torino – Interventi con WMI di Mattia Luigi Nappi, Pubblico dominio, da Wikimedia Commons

Alessandro Bollo: “Un’istituzione ha i suoi archivi, tanti documenti, ma poi, chi fa muovere tutti questi dispositivi straordinari sono le persone e la loro attitudine, la loro postura e il voler mettersi in gioco. Ricordo che proprio Wikimedia, in quel momento, fu un dispositivo che ci obbligò a uscire da una certa zona di comfort. […] Il Wikipediano in Residenza ci fece formazione e uno degli obiettivi da raggiungere era quello delll’empowerment. Penso davvero che quello fu uno dei principali risultati raggiunti: lavorarono archivisti, bibliotecari, comunicatori, project manager. […] Ci si aprì un mondo: non si trattava solo di WikipediaWikidata e Wikisource, ma anche della possibilità di rendere effettivamente disponibili e aperti dei contenuti che poi ebbero un impatto molto forte. […] Mi fa piacere ricordare anche un’altra esperienza che abbiamo fatto pochi mesi fa dal nome “Wikipedia incontra il Risorgimento”. È stato un progetto condotto insieme con Wikimedia Italia, il laboratorio HighESt dell’Università di Torino e il Dipartimento di Studi Storici dell’Ateneo. C’erano circa 30 persone presenti quel giorno: dottorandi, ricercatori, wikimediani, e c’eravamo anche noi del Museo del Risorgimento. È stato un momento di confronto molto importante: in una sola mattinata di editathon, abbiamo lavorato su 11 voci, abbiamo effettuato 142 modifiche, aggiunto 17 riferimenti, effettuato 18 caricamenti su Commons con alcune immagini che abbiamo rilasciato appositamente. […] Queste due esperienze mi portano a dire che, per il mondo delle istituzioni, è sicuramente reale il tema della pluralità delle narrazioni, costruite su fonti che non sono univoche, ma sono la garanzia del pluralismo democratico legato alla conoscenza che Wikimedia consente oggi. […] Io penso che i musei, gli archivi e le biblioteche debbano considerarsi dei nodi autorevoli, dei nodi critici all’interno di ecosistemi costituiti su fonti diverse. Il contributo è quello di essere un nodo che garantisce, che si mette alla prova nello spazio pubblico. […] Le mie due esperienze raccontate posso orientarci nel comprendere come Wikimedia Italia sia fondamentale per le istituzioni culturali.”

Enrico Bertacchini: “Ci sono alcune mie esperienze emblematiche di questa di questa collaborazione con Wikimedia Italia che sono il motivo per cui oggi mi trovo qui con voi. La prima è proprio Wiki Loves Monuments che oggi festeggiamo e di cui premiamo i vincitori: io ho avuto il piacere e l’onore di poter analizzare i dati dei primi dieci anni del concorso italiano. […] Poter riuscire ad analizzare una vastissima quantità di dati – dove sono state scattate le foto, se sono state riutilizzate, in che modo, in quante – ha permesso anche di comprendere il valore reale di questo concorso. […] Un altro progetto condotto con Wikimedia Italia che ha avuto una rilevanza in termini pratici nel contesto italiano è stato “Empowering italian GLAMs – Tutti i musei su Wikipedia”. Il progetto partiva da una considerazione molto semplice: in Italia abbiamo quasi 5000 musei e istituti similari. Molti di questi, magari quelli più grandi, hanno le capacità per avere dei siti web con varie risorse, ma tanti, concretamente, non le possiedono. La nostra idea era quella di comprendere se creare, oppure arricchire, la pagina di un determinato museo potesse favorire una maggiore visibilità a una determinata istituzione e alla conoscenza che quella istituzione crea nel mondo digitale. Sono veramente felice di essere qui a portare la mia testimonianza di quello che abbiamo fatto insieme a Wikimedia Italia.” 

Sandra Migliore: “Come Biblioteca di Economia e Management dell’Università di Torino, abbiamo partecipato all’edizione 2024 del bando GLAM, con un progetto che è stato premiato tra i vincitori e che noi abbiamo condotto. Il progetto riguardava la valorizzazione dell’edificio che ospita la Scuola di Economia e Management del nostro Ateneo, l’edifico dei Poveri Vecchi in Corso Unione Sovietica. […] Prima del progetto, non esisteva ancora una voce dedicata all’edificio su Wikipedia. Il nostro lavoro si è concentrato sul ricostruire la storia dell’edificio, dal recupero di materiali come le foto storiche della struttura al discorso che fu fatto in occasione della posa della prima pietra, che abbiamo trovato digitalizzato in una biblioteca di Roma. Siamo riusciti a caricarlo e a valorizzarlo, abbiamo creato la voce Wikipedia, siamo andati ad arricchire e migliorare alcune voci relative al quartiere di Santa Rita di Torino. Abbiamo commissionato anche un progetto fotografico e la realizzazione di un video. Questo progetto ha consentito di dare la massima valorizzazione possibile a questo edificio che è ancora di una bellezza straordinaria.”

Cecilia Cognigni: “Le biblioteche civiche torinesi comprendono una rete di 19 biblioteche pubbliche distribuite su tutta la città di Torino. Abbiamo una forte vocazione alla divulgazione e uno dei temi toccati, specifico della biblioteca pubblica, è stato proprio quello del lavoro sull’empowerment, sul rafforzamento delle competenze. È quello che abbiamo cercato di fare partecipando al bando MAB nel 2023. […] Quando abbiamo vinto il bando, guardando da un’ottica che parte dal passato e guarda al futuro, abbiamo scelto proprio il Palazzo delle Esposizioni come sede della nostra nuova Biblioteca Centrale. Perché lo abbiamo fatto? Perché questi sono percorsi di risemantizzazione per chi lavora sui contenuti e per chi mette mano a un edificio che ha una sua storia. Noi abbiamo cercato di farlo andando a recuperare documenti, anche rari, fotografici, archivistici, nell’archivio storico della città di Torino, in quello del Politecnico per raccontare il fuori e il dentro. Abbiamo digitalizzato i cataloghi storici delle esposizioni internazionali e le relative immagini. Abbiamo messo mano alla voce di Wikipedia relativa, dove oggi trovate moltissima documentazione. Dato che la nostra biblioteca civica sarà la biblioteca dell’intera città, l’obiettivo è far sì che questi contenuti possano essere fruibili da tutte e tutti, anche grazie all’infrastruttura digitale che la biblioteca metterà a disposizione. […] È lì che noi dobbiamo continuare a lavorare, affinché si rafforzino le competenze degli operatori e quelle di tutti i nostri cittadini”.

Enrico Ferraris: “Nel 2022 abbiamo iniziato una felice collaborazione con Wikimedia Italia. […] Abbiamo realizzato una bellissima editathon, all’interno di una progettazione transmediale che era collegata alla mostra “Aida, figlia di due mondi” realizzata con il contributo di Archivio Storico Ricordi, con cui Wikimedia Italia stava collaborando. Dopo aver visitato la mostra, i volontari sono venuti al museo per scrivere le voci relative ai protagonisti di cui narravano le storie presenti nella mostra. Quello stesso anno, proprio su input proprio di Wikimedia, abbiamo deciso di effettuare un vero atto di posizionamento e abbiamo consegnato praticamente circa 30.000 immagini degli oltre 4000 oggetti che sono attualmente in esposizione nel nostro percorso permanente. […] Il 2024 ha visto poi una nuova editathon, questa volta collegata al bicentenario del museo. E, nel 2025, è stato formato il nostro intero ufficio di interpretazione e accessibilità, dall’ufficio stampa ai digital e social media. […] Oggi, le istituzioni culturali devono cominciare davvero a collocarsi in termini di nodi all’interno di quello che è un grande ecosistema. La nostra rilevanza in questa trasformazione che sta avvenendo velocemente sta proprio nelle cose che sappiamo fare meglio e che possiamo portare come contributo ad un’evoluzione che adesso è anche tecnologica, non solo culturale.”

Simone Solinas: “Il Teatro Regio racchiude l’esperienza più recente tra quelle raccontate […]. L’anno scorso abbiamo tentato la sorte partecipando al bando MAB e, con il nostro progetto, abbiamo messo a disposizione della comunità internazionale oltre 2000 elaborati per i bozzetti figurini creati per scenografie e costumi di produzioni realizzate dal teatro Regio dalla fine degli anni ’60. […] Siamo riusciti a riordinare, digitalizzare e descrivere circa 135 produzioni nuove realizzate dal teatro in questi ultimi 60 anni circa e a condividerle nei progetti Wikimedia ancora prima che nei nostri sistemi. Sicuramente, il lavoro in queste quantità è stato possibile grazie anche al sostegno di Marta Arosio e di Marco Chemello dello staff di Wikimedia Italia, con i quali abbiamo abbiamo appreso in tempi piuttosto rapidi la capacità di caricare massivamente i nostri media e le informazioni connesse ad essi. Così, in pochissimi mesi, tutto questo patrimonio è stato caricato e liberato. Lo scorso 28 ottobre abbiamo fatto un’editathon in Teatro e abbiamo iniziato a instradare questi nuovi contenuti anche nel macrosistema di Wikipedia. Questo ci ha portato a custodire meglio quello che avevamo e, nel contempo, a metterlo in condivisione. Ringrazio il team di Wikimedia Italia e tutti i volontari che ci hanno seguito nel lavoro svolto e che ci seguiranno in futuro nell’utilizzo di queste risorse. Auspichiamo e speriamo di poter continuare su questa strada, ci sono tantissime cose che possiamo fare insieme e le faremo ben volentieri.”

Queste testimonianze sono un tesoro prezioso per chiunque ami la conoscenza libera, perché testimoniano la splendida e variegata umanità che fa vivere questo progetto. Su Wikipedia c’è una comunità globale di volontarie e volontari che ogni giorno monitora le informazioni, le aggiorna, le verifica e, se necessario, le corregge, con per generare una conoscenza affidabile, accessibile e neutrale. In questi primi 25 anni, l’enciclopedia libera ha dimostrato che la collaborazione e l’apertura generano un valore duraturoa per la società. Il nostro augurio è che si preservi questo valore e che si continui ancora a lungo su questa strada.

Clicca qui per visualizzare la pagina dedicata alle celebrazioni per i 25 anni di Wikipedia organizzate in Italia

Immagine in evidenza: Wikimedia Italia community with Wikipedia 25 birthday cake di Dario Crespi (WMIT), CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons