Quando la conoscenza libera è di casa: sei anni insieme, con Fondazione Edmund Mach

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Quando la conoscenza libera è di casa: sei anni insieme, con Fondazione Edmund Mach

Una collaborazione di oltre sei anni con la comunità Wikimedia e tre grandi progetti sviluppati con i docenti, gli studenti e le studentesse dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige: la Biblioteca della Fondazione Edmund Mach, nota organizzazione trentina impegnata sul fronte dell’istruzione e della ricerca scientifica in campo agrario, ha senza dubbio individuato nel “metodo Wikipedia” lo strumento ideale per promuovere lo sviluppo delle competenze informative dei ragazzi e, al contempo, valorizzare online la storia del territorio e della Fondazione stessa.

Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Alessandra Lucianer, Responsabile della Biblioteca della Fondazione, che dal 2014 ha seguito e sostenuto questa collaborazione, e con Milena Maines, una delle docenti dell’Istituto San Michele all’Adige.

La vostra attività sui progetti Wikimedia è iniziata nel 2014 e…non si è più interrotta: quali sono i motivi che vi hanno spinti a intraprendere questo percorso e come è cambiato il vostro approccio negli anni?

Quando nel 2013 ho avuto occasione di seguire il corso introduttivo ai progetti Wikimedia proposto da Wikimedia Italia insieme a AIB Trentino-Alto Adige – ci ha raccontato Alessandra – ho intuito le potenzialità del lavoro collaborativo su Wikipedia come strumento per sviluppare le competenze digitali e informative degli studenti in Biblioteca. Poiché l’attività di information literacy, declinata in modi diversi nelle varie classi, costituisce da tempo uno dei principali ambiti di attività della Biblioteca dell’Istituto agrario, abbiamo deciso di strutturare percorsi tematici basati sull’utilizzo di Wikipedia.

La curiosità di conoscere il dietro le quinte dell’enciclopedia e la sfida di diventare autori dei contenuti di un sito web così conosciuto sono state fin da subito un’ottima spinta motivazionale per coinvolgere le classi. Il lavoro di gruppo, in forma di laboratorio in classe o in biblioteca, ha poi rappresentato un ulteriore elemento positivo che ha rafforzato la motivazione, soprattutto quando unito alla proposta convinta di docenti e bibliotecari.

Lavorare insieme ad un obiettivo comune è sempre emozionante e aggregante – ha confermato Milena – In particolare un momento chiave è quello della pubblicazione della voce, in cui gli alunni vedono concretamente il frutto delle loro fatiche.

Ultimo ma non meno importante – aggiunge Alessandra – il rigore richiesto per la scrittura delle voci e la selezione di fonti di qualità, elemento fondamentale per il rispetto dei cinque pilastri di Wikipedia, ci hanno permesso di coinvolgere insegnanti e bibliotecari, che sono naturalmente interessati a favorire lo sviluppo di queste competenze, che caratterizzano l’attività di ricerca e approfondimento.

Questo è il mix di fattori che ci ha convinti a portare avanti questo progetto così a lungo. Negli anni abbiamo via via spostato l’attenzione dagli aspetti puramente tecnici di formattazione dei testi – cosa che gli studenti imparano rapidamente – alle questioni legate alla qualità della scrittura, alla cura per lo stile enciclopedico, al reperimento di fonti  accreditate e alla loro corretta citazione, nonché alla questione del diritto d’autore e delle licenze, in particolare delle immagini da utilizzare nelle voci.

Grazie all’attività di scrittura “guidata” su Wikipedia  – ha aggiunto Milena – ho avuto la possibilità di curare e ampliare il lessico dei miei studenti, correggere alcuni errori di morfologia e sintassi, insegnare loro ad organizzare e pianificare un testo e a curare le loro abilità di sintesi.

Qual é a vostro avviso il valore aggiunto del lavoro sui progetti Wikimedia per gli studenti e per la Biblioteca?

Per gli studenti credo l’interesse sia innanzitutto poter scoprire più da vicino Wikipedia – ci racconta Alessandra – strumento che usano abitualmente o che comunque incontrano ogni giorno, vedere come funziona e come è costruita.

Importante è anche la visibilità che il loro lavoro potrà ottenere. Si diventa protagonisti, autori di un testo che diventerà pubblico e potenzialmente utilizzato da altri.

Infine anche il contatto con i formatori wikipediani, con cui si può lavorare in modo informale e “paritario” rappresenta uno stimolo per i ragazzi.

Per la Biblioteca tutto questo aiuta a presentare in modo più leggero contenuti importanti ma talvolta noiosi o difficili da capire se non se ne vede l’applicabilità concreta.

Quali sono state le maggiori difficoltà che vi siete trovati a fronteggiare in questi anni? E le più grandi soddisfazioni?

Le difficoltà sono legate soprattutto al lavoro di comprensione dei contenuti e di redazione dei testi – ci dice Alessandra – Imparare a documentarsi, confrontare fonti diverse e talvolta discordanti, riconoscere le diverse tipologie di documenti, comprenderne i contenuti, produrre sintesi efficaci e scritte in uno stile scorrevole, piano, enciclopedico non è un’attività semplice per studenti di 16/17 anni.

Per un docente è impegnativo anche l’aspetto organizzativo – aggiunge Milena – Devo andare avanti con il programma, come valuto i contenuti prodotti…In una scuola di contenuti è difficile  spostare l’attenzione sulle competenze!               

Poi però che soddisfazione vedere nel 2014 una classe presentare orgogliosa la nuova voce sulla storia dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige al dirigente scolastico e ai docenti, ma anche al pubblico di genitori in Biblioteca in occasione delle celebrazioni per l’anniversario di fondazione dell’Istituto. E poi nel 2017 altre due classi, partecipanti al concorso WikiEHL, essere premiate nel quadro della competizione a livello provinciale.

Il lavoro di quest’anno sarà invece presentato nel quadro della festa del 145esimo anniversario di fondazione dell’Istituto: gli studenti hanno lavorato principalmente su voci biografiche di alcuni personaggi significativi per la storia locale e per l’istituto, tra cui Osvaldo Orsi (docente, direttore 1919-1927), Giulio Catoni (presidente 1946-1949) e Rebo Rigotti (sperimentatore 1936-1959) ma anche Emma Schwarz, una delle poche donne trentine che abbiano avuto un ruolo pubblico nel settore dell’agricoltura. Insomma, le belle notizie non mancano.

Pensate che i progetti Wikimedia siano un buon modo per “attrarre” i ragazzi verso le biblioteche?

Sulla base della nostra esperienza posso dire di sì – ci dice Alessandra – anche se questo non vale per tutti. Certamente per alcuni lavorare in Biblioteca ha significato scoprirne l’utilità e la ricchezza di documentazione e di conoscenze.

Per gli studenti, poi, è sempre sorprendente scoprire la complessità di Wikipedia e conoscere l’attività di redazione e monitoraggio delle voci da parte dei volontari della comunità: questo è un importante e concreto richiamo alla responsabilità personale – come autori – e collettiva verso un bene comune come l’enciclopedia libera.

I ragazzi imparano inoltre a valutare le notizie in rete e le loro fonti, una lezione importantissima in tempi di fake news e disinformazione. Questo consente inoltre di sottolineare l’importanza dei documenti che una Biblioteca può offrire a supporto della scrittura in Rete, presentandola come un luogo di studio e approfondimento, complementare alle fonti di informazione digitale.

Le competenze informative, ovvero la capacità di cercare, valutare, gestire, riutilizzare le informazioni e le tipologie diverse di documenti in modo consapevole e responsabile, sono tanto complesse da acquisire quanto necessarie nello studio ma anche nella vita di cittadini e nell’attività professionale.  Lavorare insieme per la realizzazione di una voce su Wikipedia, nel rispetto dei requisiti di verificabilità e attendibilità delle fonti, rappresenta un’ottima occasione per passare dalla teoria alla pratica.

Nella mia esperienza di insegnante – conclude Milena – mi è sembrato  un bel modo di lavorare, interessante, proficuo e con molte soddisfazioni. E si sa che in un ambiente collaborativo e motivante tutti imparano.

Ci auguriamo che questa collaborazione prosegua ancora per altri sei anni almeno: grazie ad Alessandra e Milena, a Maria Grazia – altra bibliotecaria coinvolta nell’attività – e ai diversi tutor wikipediani che negli anni hanno seguito questo progetto!

Nell’immagine: Premiazione del progetto WikiEHL: l’enciclopedia del Patrimonio europeo. Consegna del premio alla classe IV VE dell’Istituto agrario di San Michele all’Adige, 2° classificata. Di Niccolò Caranti, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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