Un wikipediano in residenza all’Istituto Centrale per gli Archivi

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Un wikipediano in residenza all’Istituto Centrale per gli Archivi

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Grazie all’accordo stretto tra l’Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR) e Wikimedia Italia nel giugno scorso, ha preso avvio un progetto di collaborazione che mira a far confluire il prezioso patrimonio di dati, informazioni e conoscenze dell’Istituto nel mondo “wiki”.
Il progetto prevede un’intensa attività di condivisione dei contenuti: l’ICAR intende contribuire non solo all’incremento e al miglioramento delle voci di Wikipedia, ma anche del “fratello” Wikidata – il database open che raccoglie dati strutturati in supporto all’enciclopedia libera – nel quale intende riversare le banche dati dell’Anagrafe degli archivi di Stato e dell’Atlante storico delle istituzioni postunitarie.
Il Direttore dell’ICAR Stefano Vitali, esprimendosi sul progetto, ha dichiarato: “Si tratta di una collaborazione importante, con la quale desideriamo valorizzare e diffondere al più ampio pubblico raggiunto dall’enciclopedia libera i contenuti dei siti dell’Amministrazione archivistica.”
Tra questi figurano risorse di primo piano quali i sistemi informativi archivistici statali, il Sistema archivistico nazionale (SAN) e diversi portali tematici, tra cui il Portale degli archivi d’Impresa, il Portale degli archivi degli architetti e il Portale della Rete degli archivi per non dimenticare, una fonte autorevole in tema di terrorismo e criminalità organizzata in Italia dal 1946 al 2010.
Per favorire il raggiungimento di questi obiettivi, dallo scorso mese un Wikipediano in residenza collabora stabilmente con l’ICAR. Marco Chemello, utente esperto selezionato con un bando indetto da Wikimedia Italia, faciliterà i rapporti tra le due comunità e fornirà al contempo assistenza e formazione al personale dell’Istituto. La collaborazione avrà la durata di sei mesi.
Il nostro presidente, Lorenzo Losa, si è detto molto soddisfatto della collaborazione con il prestigioso istituto nazionale, precisando che “si inserisce in modo assai convincente nel percorso che la nostra associazione sta percorrendo per diffondere le buone pratiche dell’Open Access tra le istituzioni culturali, pubbliche e private, in Italia.” Particolarmente interessante, aggiunge, è “l’importanza data a Wikidata. Le informazioni contenute nella base dati sono disponibili per chiunque in modo automatico e libero, con un effetto volano per la creazione di applicazioni innovative da parte di attori terzi. Così si libera davvero la cultura”.

Nell’immagine: Archivio di Stato di Napoli nell’antico convento dei Santi Severino e Sossio, Sala del Capitolo. Foto di Giuseppe Guida, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

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