

Cosa succederebbe se esistesse un semplice test per garantire che ogni nuovo progetto di legge preservi gli spazi digitali e gli aspetti della rete che ami di più?
Lo comprendiamo bene. I legislatori di tutto il mondo stanno giustamente concentrando la loro attenzione sulla regolamentazione delle grandi piattaforme commerciali per mitigare i danni attribuibili ai social media e affrontare le altre minacce presenti online. Tuttavia, nella definizione di tali normative, alcune proposte di legge rischiano involontariamente di mettere in pericolo progetti di interesse pubblico come Wikipedia. Presso la Wikimedia Foundation, l’organizzazione non profit che ospita Wikipedia e gli altri progetti Wikimedia, abbiamo riscontrato che quando una proposta di legge danneggia Wikipedia, spesso finisce per danneggiare anche altri siti web guidati dalle comunità, risorse aperte e infrastrutture digitali.
È per questo che abbiamo creato il Wikipedia test: uno strumento di public policy e una call to action pensato per aiutare i legislatori a considerare in che modo una nuova proposta di legge possa impattare negativamente sulle comunità online e sulle piattaforme che forniscono informazioni e servizi di interesse pubblico.
Il Wikipedia test si basa su un’idea chiara e diretta:
Quando nel contesto del test parliamo di “Wikipedia”, intendiamo prenderla come modello per gli aspetti migliori di Internet. Wikipedia può infatti costituire un rappresentante per quegli altri spazi online che sono aperti, rispettano la privacy e permettono a persone di tutto il mondo di condividere conoscenze utili a far progredire l’istruzione, lo sviluppo e la partecipazione civica.
Questi includono: il Progetto Gutenberg, che rende liberamente disponibili risorse educative e culturali; FixMyStreet, con i suoi forum di segnalazione pubblica che permettono ai cittadini di portare le proprie istanze all’attenzione dei rappresentanti politici; Global Voices e le sue piattaforme di citizen journalism, le quali amplificano storie rimaste taciute dai principali mezzi di informazione; e la moltitudine di repository per la condivisione di codice, di dati e di beni comuni digitali (digital commons) che aiutano la ricerca a far progredire la nostra comprensione e le nostre azioni in materia di salute pubblica, di cambiamento climatico e di Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
In sintesi, il Wikipedia test ci ricorda un principio fondamentale: quando la disciplina non riesce a prendere in considerazione le varie tipologie di piattaforme e servizi presenti online, ne risultano leggi che danneggiano involontariamente quegli spazi che offrono un’alternativa al web commerciale.
Il Wikipedia test è più di un semplice strumento di tutela: è un mezzo per promuovere una visione positiva di Internet. La nostra visione è un ecosistema digitale dove “chiunque abbia facile accesso a beni comuni digitali multilingue alimentati da un fervente panorama di contenuti in licenza libera o in pubblico dominio”. Per arrivarci, i policymaker devono supportare gli spazi online dove comunità diversificate possano costruire e gestire piattaforme per la condivisione di conoscenza nelle proprie lingue e nei propri contesti culturali. Il Wikipedia test aiuta a capire se una proposta si allinei con questa prospettiva futura, o se invece rischi di comprometterla.
Come vedrete di seguito, lo strumento di per sé è una rubrica breve e di facile utilizzo, progettata per permettere a legislatori, regolatori e soggetti impegnati nella tutela dell’interesse pubblico di porsi le giuste domande. Si tratta di considerazioni che permettono di determinare se una disciplina protegge la conoscenza e le informazioni di pubblico dominio (ossia i commons digitali) o se, in maniera più preoccupante, la minaccia.
Come tutto ciò che fa parte dell’ecosistema Wikimedia, il Wikipedia test è liberamente accessibile e condivisibile. I promotori di politiche pubbliche sia all’interno che all’esterno del movimento Wikimedia possono usare il Wikipedia test per favorire un dialogo più efficace con i legislatori. I regolatori possono usarlo per identificare per tempo potenziali criticità nel processo di stesura di un progetto di legge. E, soprattutto, non si tratta di un test a crocette: è un invito a riflettere in modo più critico, a porsi domande migliori e a entrare in contatto con chi condivide la preoccupazione di garantire che Internet possa esprimere al meglio il proprio potenziale.
In caso di dubbi, è possibile contattare il Global Advocacy team della Wikimedia Foundation. Il gruppo è disponibile a collaborare nella valutazione dell’impatto delle proposte normative e legislative, lavorando insieme per garantire i migliori risultati per tutti.
E non da ultimo, apprezzeremmo molto i vostri feedback. Siete dei policymaker in cerca di chiarezza tra questioni digitali complesse? Siete degli attivisti che cercano di integrare il Wikipedia test nel vostro lavoro? Scrivete a globaladvocacy@wikimedia.org.
Lavorando insieme possiamo fare in modo che Internet continui a essere uno spazio in cui la conoscenza possa essere costruita e condivisa da chiunque, in qualsiasi lingua, ovunque nel mondo.

Nel modello statunitense, per esempio, la moderazione guidata dalle comunità su piattaforme come Wikipedia, Reddit o OpenStreetMap si basa su un sistema di tutela legale degli intermediari che protegge entrambi, siti web e utenti, dalla responsabilità per i contenuti generati da questi ultimi (User Generated Content, UGC). L’esempio più noto è la Sezione 230 dell’US Communications Decency Act (CDA): un indebolimento di queste garanzie potrebbe rendere necessaria una moderazione centralizzata, compromettendo i modelli collaborativi e partecipativi basati sul contributo della comunità. Eppure, le proposte di modifica della Sezione 230 sono frequenti, al punto che abbiamo dovuto dedicarvi ben tre articoli sul nostro blog. Anche l’Electronic Frontier Foundation ha spiegato perché ciò è rilevante per Wikipedia. Nel modello eurounitario, invece, il Capo II del Digital Services Act (DSA) prevede l’esenzione della responsabilità delle piattaforme, a condizione che non siano a conoscenza di stare ospitando un contenuto illegale; una volta ricevuta una segnalazione in merito, esse sono obbligate a rimuoverlo (art. 9). L’introduzione di obblighi procedurali più articolati può rappresentare un arduo ostacolo a livello di governance interna per Wikipedia e simili, vista la loro natura profondamente diversa.

Un ottimo esempio di norma a supporto dell’accesso a contenuti rilasciati in licenza libera è la Raccomandazione UNESCO sull’Open Science, 2021. Essa esorta i governi a riformare la normativa sul diritto d’autore e in materia di dati al fine di permettere l’accesso libero, l’utilizzo in pubblico dominio e la collaborazione per favorire la ricerca scientifica. Si tratta di una solida base per costruire quadri giuridici che intendano supportare la collaborazione e la citizen science. La Federazione Internazionale delle Associazioni e delle Istituzioni Bibliotecarie (IFLA) ha accolto positivamente questa raccomandazione, sottolineando come essa rafforzi il ruolo delle biblioteche nel garantire un accesso equo all’informazione. Se applicata correttamente, assicura che i fondi pubblici producano conoscenza pubblica, e non in contenuti a pagamento.

Lo UK Online Safety Act (OSA) e il Basic Online Safety Expectations (BOSE) australiano sono due esempi di leggi che minacciano la privacy degli utenti, obbligando i siti web a raccogliere età e nomi propri della propria utenza. La raccolta, il trattamento e la conservazione di tali dati sensibili aumentano il rischio di una serie di violazioni della privacy, tra cui furti d’identità, sorveglianza e molestie. Diversi giornalisti hanno evidenziato come questi obblighi possano minare l’impegno di Wikipedia a tutela dell’anonimato e della riservatezza, rendendo potenzialmente sia i lettori che i volontari meno propensi ad accedere alla piattaforma o a contribuire ai suoi contenuti.

La sorveglianza elettronica di massa, come quella condotta all’interno del programma “Upstream” della National Security Agency (NSA) statunitense, è stata legalmente contestata in diverse nazioni del mondo. Si tratta di una delle varie forme di sorveglianza che possono inibire la libertà d’espressione, destando timore nelle persone nel partecipare o nel contribuire a discussioni su determinati argomenti, anche su un’enciclopedia come Wikipedia.

Lo United Nations Convention Against Cybercrime è un trattato internazionale che, qualora venisse ampiamente adottato, potrebbe essere strumentalizzato da governi repressivi per perseguire, al di là dei confini nazionali, oppositori politici, dissidenti e altri soggetti che ne contestano l’autorità, compreso chi contribuisce a Wikipedia. L’osservatorio statunitense Freedom House ha inoltre evidenziato come il trattato renderebbe più immediato per le autorità di contrasto ottenere dati e registri elettronici di aziende private, minando i diritti umani degli individui al di fuori delle giurisdizioni di tali entità.

Una proposta di legge cilena del 2021 avrebbe potuto danneggiare gravemente i modelli di governance di piattaforme basate sulla partecipazione delle comunità. L’impostazione uniforme per tutte le casistiche (one-size-fits-all) prevista dal disegno di legge avrebbe imposto infatti obblighi di moderazione dei contenuti pensati per le piattaforme commerciali, inclusa la rimozione preventiva di contenuti. Ciò avrebbe causato una riduzione dell’autonomia degli editor volontari nella definizione di contenuti e di linee guida. Il Centro de Estudios en Libertad de Expresión y Acceso a la Información (CELE) ha sottolineato come tali normative rischiano di mettere a repentaglio i diritti fondamentali degli utenti, di inibire la partecipazione e di erodere la natura collaborativa di piattaforme online come Wikipedia.

Tra il 2017 e il 2020 il governo della Turchia ha bloccato l’accesso a Wikipedia nel paese, negando a più di 80 milioni di persone la possibilità di leggere e contribuire a una fonte essenziale di informazione, rimasta invece accessibile al resto del mondo. La libertà d’espressione e l’accesso a fonti d’informazione affidabili consentono alle persone di prendere decisioni più consapevoli, di mantenere relazioni più solide e di costruire condizioni di vita sostenibili. Tale violazione dei diritti umani fu in ultima istanza condannata dalla Corte costituzionale turca, che sancì come l’accesso all’enciclopedia dovesse essere ripristinato. Da allora, l’edizione turca di Wikipedia ha ricevuto più di 150 milioni di visite al mese ed è cresciuta di oltre 474mila voci.

Ricorda: il tuo contributo è importante. Per qualsiasi domanda, riflessione e suggerimento sul Wikipedia test, contatta il team di Global Advocacy.
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Fonte: The Wikipedia Test, traduzione del gruppo di lavoro Comunicazione e Advocacy di Wikimedia Italia
Illustrazioni di Wikimedia Foundation, CC BY-SA 4.0, tradotte dal gruppo di lavoro Comunicazione e Advocacy di Wikimedia Italia