Le voci più lette su Wikipedia a marzo 2026

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10 Aprile 2026
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Le voci più lette su Wikipedia a marzo 2026

A marzo 2026, le voci più lette su Wikipedia in italiano raccontano un mese segnato da grandi eventi mediatici, lutti nel mondo dello spettacolo e tendenze della scena musicale nazionale. A dominare la classifica è ancora l’effetto “Sanremo”, con il trionfo di Sal Da Vinci e la forte curiosità attorno ai protagonisti del Festival, ma non mancano picchi di interesse legati all’attualità internazionale e ai principali appuntamenti culturali, come la notte degli Oscar. Come spesso accade, inoltre, la scomparsa di figure molto amate dal pubblico ha spinto numerosi lettori a riscoprirne la storia e la carriera. Con il contributo dei volontari Oltrepier e Paul Gascoigne, abbiamo raccolto e commentato le dieci voci più visualizzate su Wikipedia in italiano tra il 1° e il 31 marzo 2026.

1. Sal Da Vinci (1.257.258 visite)

Rispetto al mese scorso, il cantante e attore, nato a New York ma cresciuto a Napoli, è balzato in cima alla classifica della nostra rubrica: merito della sua vittoria all’ultimo Festival di Sanremo (#7), durante il quale ha proposto il brano Per sempre sì, diventato subito un grande successo di pubblico e, suo malgrado, anche uno dei tanti oggetti di polemica durante il referendum costituzionale del mese di febbraio. In ogni caso, Da Vinci si è aggiudicato il diritto di rappresentare l’Italia al prossimo Eurovision Song Contest, che si terrà a Vienna dal 12 al 16 maggio.

2. Gino Paoli (627.652 visite)

L’amato cantautore italiano è mancato lo scorso 24 marzo, all’età di 91 anni. Nato a Monfalcone, Paoli è però sempre stato legato a Genova, città in cui è diventato uno degli esponenti di punta di una scuola di cantautori che comprendeva, fra gli altri, anche Fabrizio De AndréLuigi TencoUmberto Bindi e Bruno Lauzi. Famoso per  le sue grandi storie d’amore e per il sodalizio artistico con Ornella Vanoni, Paoli è ricordato come uno dei parolieri italiani più influenti di sempre, grazie a brani come Il cielo in una stanzaChe cosa c’èSenza fineSapore di sale, Una lunga storia d’amore e Quattro amici.

3. Premi Oscar 2026 (475.377 visite)

La notte degli Premi Oscar 2026 ha visto il trionfo di Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, che ha ottenuto le statuette come miglior film e miglior regia, superando così il favorito I peccatori, che, nonostante il record di ben 16 nomination, ha ottenuto solo quattro premi. Fra questi, anche l’Oscar al miglior attore protagonista, assegnato a Michael B. Jordan, mentre Jessie Buckley ha ricevuto il premio di miglior attrice per Hamnet. Tra i momenti più discussi della serata, l’assenza di Sean Penn, premiato come miglior attore non protagonista, sempre per Una battaglia dopo l’altra, ma non presente alla cerimonia, poiché si trovava in Ucraina per una missione umanitaria.

4. Andrea Kimi Antonelli (469.089 visite)

L’avvio della nuova stagione di Formula 1 ha acceso i riflettori sul talento del giovane pilota italiano che, dopo il secondo posto in Australia, ha vinto i Gran Premi di Cina e Giappone a bordo della sua Mercedes, riportando un italiano sul gradino più alto del podio a vent’anni di distanza dalla vittoria di Giancarlo Fisichella nel Gran Premio di Malesia. Di conseguenza, il pilota bolognese, dopo il settimo posto nella stagione d’esordio, è diventato uno dei favoriti per la vittoria del campionato, assieme al suo compagno di squadra George Russell.

5. Sayf (429.428 visite)

Dopo aver attirato l’attenzione del grande pubblico lo scorso anno grazie all’EP di esordio Se Dio vuole, il rapper, nato a Genova, ma di base a Rapallo, è diventato una delle rivelazioni dell’ultimo Festival di Sanremo (#7), dove ha presentato il brano Tu mi piaci tanto, con cui si è classificato al secondo posto, dietro soltanto a Sal Da Vinci (#1). L’artista ha ottenuto lo stesso risultato, puf preceduto da Ditonellapiaga (#10), nella serata delle cover, in cui si è lanciato in una rivisitazione “tromba e voce” di Hit the Road Jack di Ray Charles, accompagnato dagli esperti Alex Britti e Mario Biondi. Sayf si sta ora preparando alla pubblicazione del suo album d’esordio, Santissimoprevista per l’8 maggio.

6. Ali Khamenei (418.570 visite)

Marzo si è aperto con la conferma ufficiale della morte dell’ormai ex ayatollah dell’Iran, a seguito degli attacchi missilistici lanciati da Stati Uniti e Israele nel primo giorno di guerra congiunta contro il Paese. Nato nel 1939 a Mashhad, Khamenei si era formato nelle scuole teologiche sciite ed era stato attivo fin dagli anni Sessanta nell’opposizione allo Scià di Persia, subendo anche arresti e persecuzioni. Dopo la rivoluzione del 1979, divenne uno stretto collaboratore del primo ayatollah, Ruhollah Khomeini, ricoprendo incarichi di rilievo sempre maggiore fino alla presidenza dell’Iran, per poi assumere il ruolo di Guida suprema del Paese nel 1989. Ha esercitato per decenni un potere politico e religioso caratterizzato da una linea molto conservatrice e dalla repressione del dissenso, rimanendo in carica fino all’ultimo giorno di vita.

7. Festival di Sanremo 2026 (404.874 visite)

Unica altra voce superstite rispetto al mese di febbraio, il Festival di Sanremo ha continuato a stimolare l’interesse degli utenti sulla scia del trionfo di Sal Da Vinci (#1), ma anche della consacrazione di altri artisti, come Sayf (#5) e Ditonellapiaga (#10), entrambi giunti sul podio.

8. Chuck Norris (395.533 visite)

Il popolare attore americano è scomparso lo scorso 19 maggio, mentre si trovava in vacanza alle Hawaii. Norris era noto soprattutto per essere cintura nera in diverse arti marziali, che aveva conosciuto durante il servizio militare in Corea del Sud, arrivando persino a creare una propria disciplina, il Chun Kuk Do. Alla fine degli anni Sessanta, conobbe Bruce Lee, che lo avviò alla carriera cinematografica offrendogli un ruolo nel film L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente. La svolta della sua carriera, però, arrivò nel 1993, anno in cui divenne iconico il suo ruolo di poliziotto invincibile e stoico nella serie televisiva Walker Texas Ranger. Proprio questa fama diede poi il via al fenomeno Internet dei “Chuck Norris facts”, brevi battute umoristiche che esageravano in modo assurdo la sua forza e le sue capacità.

9. Enrica Bonaccorti (355.036 visite)

Bonaccorti è scomparsa lo scorso 12 marzo, a 76 anni, a causa di un tumore al pancreas diagnosticato circa un anno prima. Nata a Savona, ha esordito nei primi anni Settanta sia come attrice teatrale sia come autrice; ha poi iniziato a lavorare come conduttrice televisiva nel 1983, conducendo il programma di Rai 1 Italia Sera, in coppia prima con Mino Damato e in seguito con Piero Badaloni. Il successo di pubblico arrivò però nel 1985, quando sostituì Raffaella Carrà nella fascia di mezzogiorno con Pronto, chi gioca? . Dopo il passaggio alle reti Fininvest, continuò a condurre programmi di successo, fra cui la prima edizione di Non è la Rai, durante cui fu anche coinvolta in una celebre controversia legata alla presunta truffa di una concorrente nel gioco del “cruciverbone”. Negli anni Duemila ha proseguito le proprie attività come editorialista, in televisione e in radio, riprendendo temporaneamente la carriera teatrale e debuttando anche come scrittrice di romanzi.

10. Ditonellapiaga (342.255 visite)

Quest’anno la cantautrice romana ha partecipato al suo secondo Festival di Sanremo (#7), in cui ha proposto il brano Che fastidio!, valsole il terzo posto finale, nonché il premio dell’Orchestra, e un grande successo di pubblico; l’artista ha inoltre prevalso nella serata delle cover della kermesse, grazie ad una rivisitazione di The Lady Is a Tramp di Mitzi Green, in coppia con TonyPitony. Il mese di marzo ha anche visto Ditonellapiaga debuttare come attrice, nel film Notte prima degli esami 3.0, e prepararsi alla pubblicazione del suo nuovo album, Miss Italia, uscito il 10 aprile.

Immagini:

Gino Paoli cropped di Elena Torre from Viareggio, Italiaderivative work: RanZag, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons

Enrica Bonaccorti cropped di Elena Torre from Viareggio, Italiaderivative work: RanZag, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons